BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie cambiamenti e novità positive approvate questa fase quota 100, mini pensioni, assegno universale

Le misure nuove approvate per le pensioni, cambiamenti sospesi e novità ufficiali ancora attese dai relatori: le ultime discussioni prima delle approvazioni finali




Le votazioni sui provvedimenti minimi che si sperava di approvare in breve tempo, cioè miglioramento della staffetta ibrida, detassazione per i pensionati over 75 fino a 8mila euro con un anno di anticipo rispetto al 2017, cancellazione delle penalità per precoci e usuranti che vogliono lasciare prima il lavoro, ed estensione di tre mesi del contributivo donna, sono state sospese, sono attese per lunedì le novità ufficiali da parte dei relatori, e le ultime notizie confermano che gli unici cambiamenti al momento sicuri sono quelli negativi, che interessano, cioè, il taglio del fondo per precoci e usuranti, aumento dell’età pensionabile dal primo gennaio 2016, quando per andare in pensione non basteranno più i 66 anni e tre mesi ma bisognerà raggiungerei 66 anni e sette mesi, quattro mesi in più, dunque, per effetto nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni, e nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni dal 2017.

Da martedì, poi, si inizierà a votare a Montecitorio, ma al momento gli unici cambiamenti positivi approvati sono sostanzialmente due: la staffetta ibrida come modulata dall’esecutivo ma poco conveniente sia per imprese che lavoratori, e l’istituzione del fondo povertà, che il presidente dell’Istituto di Previdenza ritiene anticipi l’introduzione dell’assegno universale. Ma si tratta di una misura che tanti ritengono inefficace e quasi inutile considerando com’è stata modulata: prevederebbe, infatti, un bonus di soli 80-120 euro per ogni membro delle famiglie indigenti e i beneficiari sarebbero i nuclei familiari con un Isee di 3mila euro annui.

Un aumento minimo, dunque, che non contribuirebbe a migliorare particolarmente la situazione di chi si ritrova a vivere in condizioni di gravi difficoltà economiche e la cui platea di beneficiati sarebbe comunque ristretta. La situazione è però ancor più complessa: se, infatti, da mesi si fa fatica a riuscire a mettere a punto una soluzione pensionistica universale e definitiva e a bloccare ogni cambiamento è da sempre la mancanza di risorse economiche necessarie, come ribadito più volte dai tecnici stesso del Tesoro, c’è, d’altro canto, il paradosso dell’impegno che l’esecutivo ci mette per trovare queste risorse ma da destinare ogni volta a cambiamenti considerati prioritari rispetto alle pensioni.

E’ accaduto infatti con le risorse reperite che hanno permesso di abolire dall’anno prossimo Imu e Tasi, con i due miliardi di euro recuperati repentinamente da destinare alla sicurezza e alla cultura, così come con l’annuncio del bonus di 500 euro per coinvolgere i neo 18enni in ‘progetti educativi e culturali’, come spiegato dal premier. La domanda che vien da porsi è come mai, dunque, i soldi che mancano possono essere trovati per altri cambiamenti e mai per le pensioni? E’ chiaro come si tratti ancora una volta della mancanza di volontà politica di agire in maniera concreta in tal senso.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il