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Pensioni ultime notizie avanza il lavoro dell'Istituto di Previdenza sempre concreto quota 100, mini pensioni, assegno universale

Continua il lavoro del presidente dell’Istituto di Previdenza di revisione del sistema pensionistico: ultime novità e prospettive progetto pensioni




Nel corso di quest’ultimo anno, sin da quando il premier lo ha voluto alla guida dell’Istituto di Previdenza, il suo presidente ha dato il via alla realizzazione di novità e revisioni capaci di riorganizzare il sistema previdenziale italiano, con l’intento di renderlo più equo e sostenibile per tutti, nonché pensare a soluzioni per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto ai requisiti attualmente fissati. E mentre si discute di cambiamenti da approvare entro la fine dell’anno, ormai sempre più difficili, anche in riferimento a quelli minimi, come proroga ulteriore di tre mesi del contributivo donna e cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di uscire prima, il presidente dell’Istituto continua nei suoi atti concreti.

Le ultime notizie riguardano le sue indagini conoscitive sui lavoratori dello spettacolo: stando ai dati resi noti, infatti, il 93% dei pensionati dello spettacolo che ha lavorato a tempo indeterminato in imprese radiofoniche, televisive o di audiovisivi percepisce un assegno superiore a quello che riceverebbe con un calcolo contributivo della pensione finale.

L’assegno sarebbe mediamente più alto tra il 20 ed il 40% rispetto ai contributi versati e l’Istituto di Previdenza punta il dito contro questo trattamento. Nel mese di ottobre, lo stesso Istituto aveva reso noti altri dati sulle pensioni dei prefetti che godrebbero di un trattamento privilegiato rispetto ai lavoratori privati e alla maggior parte dei dipendenti pubblici, percependo pensioni decisamente elevate che se fossero calcolate con il contributivo sarebbero il 40% circa inferiori. Stesso discorso vale per il 9% delle pensioni dei ferrovieri del Fondo speciale Fs che, calcolate con metodo contributivo, sarebbero inferiori e il 27% degli assegni diminuirebbe del 30% circa.   

Si tratta, tuttavia, solo delle ultime notizie rese note dall’Istituto, che seguono già altre informazioni svelate e che dimostrano come effettivamente l’Istituto di Previdenza abbia serie intenzioni di rivedere l’intera organizzazione del sistema pensionistico. Già in estate, il presidente ha dato il via al calcolo automatico della pensione online per i lavoratori; precedentemente aveva bloccato le erogazioni del Tfr maturato nel periodo di Cassa Integrazione e mobilità di 42 piloti accusati di aver percepito l’indennità prevista dalla cassa integrazione nonostante continuassero a lavorare regolarmente all’estero per altre compagnie, con uno stipendio oscillante tra i 13 e i 15 mila euro; avviato il Progetto ‘Estratto conto dipendenti pubblici’ per tutti i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche del territorio, sia statali che degli enti locali; svelato le verità sul fondo pensionistico del clero in rosso che mostra un disavanzo patrimoniale di 2,2 miliardi di euro solo nel 2015.

Ma anche svelato le verità sugli assegni gonfiati dell’Inpdap e dei dipendenti Enel. Se queste misure contribuiscono a rendere pià chiara la situazione dell’Istituto in modo da agire di conseguenza nell’organizzazione delle spese pensionistiche ma anche assistenziali, che il presidente mira a dividere, esattamente come anche nei piano del premier, lo stesso presidente si è poi concentrato sulla definizione di misure volte a cambiare particolarmente proprio le pensioni, con la presentazione di un progetto che, bocciando piani di uscita prima come quota 100 e mini pensione perché troppo costosi, prevede l'assegno universale per gli over 55 che si ritrovano senza lavoro; cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo; armonizzazione dei diversi trattamenti pensionistici e contributivo di solidarietà per coloro che percepiscono pensioni dai 3.500 euro in sù e stop ai vitalizi d'oro per i politici; uscita prima a 63 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi e penalizzazioni al massimo fino al 10% e pensione calcolata con metodo retributivo; e possibilità di continuare a versare i contributi anche una volta in pensione.

Si tratta di un piano che ha trovato diversi sostegni, dalla magistratura, all’esecutivo, con cui lo stesso presidente ha concordato la sua presentazione ufficiale, al ministro del Lavoro, ai rappresentanti di alcuni schieramenti politici, come Scelta Civica, ma manca ancora l’appoggio da parte di uno dei più autorevoli esponenti dell’esecutivo, cioè il ministro dell’Economia, la cui posizione potrebbe definire diverse novità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il