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Pensioni ultime notizie cambiamenti esecutivo solo in parte arrivati. Novità attese ancora per oggi martedì

Sono attesi per domani i cambiamenti ufficiali dei supervisori: cosa aspettarsi e unici cambiamenti positivi finora approvati




Dopo l'approvazione delle misure per il Mezzogiorno, e mentre continua l'esame sulla fattibilità economica e legislativa dei provvedimenti al vaglio, tutte le altre novità sulle pensioni sono state bocciate e sono stati, al contempo, sospese le votazioni sui provvedimenti, minimi, di miglioramento, che si sperava di approvare certamente. Stiamo parlando della detassazione per i pensionati over 75 fino a 8mila euro, della eliminazione delle penalità per i lavoratori che decidono di andare in pensione prima, del miglioramento della staffetta ibrida così come già approvata ma che sarebbe decisamente poco conveniente, e della ulteriore estensione di tre mesi del contributivo donna.

Sono, intanto, attesi per domani, lunedì 14 dicembre, i cambiamenti ufficiali dei relatori e da martedì dovrebbero poi partire le operazioni di voto a Montecitorio. La situazione comunque non prospetta nulla di buono a meno di sorprese che potrebbero arrivare domani e al momento gli unici due cambiamenti che potremmo definire positivi sono l’istituzione del fondo di povertà e la staffetta ibrida, provvedimenti comunque limitati.

E se da una parte sembra decisamente difficile che in questi ultimi giorni possano essere approvate novità positive, certi sono, invece, paradossalmente, i cambiamenti negativi, dal taglio al fondo per precoci e usuranti, che tanti avevano chiesto invece di aumentare, al nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni a partire dal 2017, all’aumento dell’età pensionabile che scatterà dal primo gennaio 2016 passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi. In mancanza di cambiamenti come uno dei metodi in prova, qualche tempo fa era stato chiesto almeno di bloccare l’entrata in vigore delle nuove regole di uscita dal lavoro dal primo gennaio prossimo, ma anche questa richiesta è stata chiaramente respinta.

Nulla, inoltre, si dice più sulle misure di cancellazione delle ricongiunzioni onerose e sulla semplificazione del cumulo. Insomma, i piani di lavoro ci sarebbero, la possibilità di recuperare le risorse economiche necessarie anche, ma evidentemente manca ancora la volontà politica e l’auspicio è quanto meno che la discussione possa riprendere effettivamente nei prossimi mesi arrivando finalmente a soluzioni condivise e universali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il