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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, assegno universale e cambiamenti con sorpresa ufficiali dei relatori oggi lunedì

Dopo l’ultima novità approvata a sorpresa, attesi oggi cambiamenti pensioni ufficiali dai relatori: cosa prevederanno. Il voto da domani 15 dicembre in Aula




Dopo le ultime discussioni sulle pensioni e sulle proposte per cambiare l’attuale legge,oggi, lunedì 14 dicembre, sono attesi i cambiamenti ufficiali da parte dei relatori, cambiamenti che si aspettano da giorni e che i supervisori hanno rimandato per capire quali fossero le soluzioni migliori e quelle condivise da tutti. Domani poi, martedì 15 dicembre, l’appuntamento è con il voto in Aula. Se non si sa ancora nulla sui metodi in prova, tra le due versioni di quota 100, assegno universale ed estensione del contributivo donna anche agli uomini, tutti accompagnati dalla mini pensione che servirebbe per alleggerire le penalità previste da ogni sistema, tra le ultimissime notizie la proposta di un cambiamento inaspettato.

Sembra infatti che nel pacchetto di cambiamenti che dovrebbero essere votati da domani sia spuntata anche una misura di revisione delle rivalutazioni pensionistiche dall’anno prossimo. Ad oggi, infatti, in base all’andamento dell’economia italiana e dell’inflazione, gli assegni pensionistici non dovrebbero subire aumenti, anzi. I pensionati potrebbero anche, paradossalmente, vedere diminuire il valore delle loro pensioni. Il cambiamento proposto mira proprio a rivalutare le pensioni che altrimenti sarebbero a zero dal prossimo anno.

Tra gli altri cambiamenti che, si spera, possono essere ancora approvati figurano la cancellazione delle penalità, la detassazione fino a ottomila euro per i pensionati over 75 già dal 2016 senza necessità di attendere il 2017 come previsto attualmente, e l’estensione del contributivo donna per ulteriori tre mesi. Nulla di nuovo è stato, intanto, messo a punto per la staffetta ibrida: da più fronti e da diversi partiti politici è infatti arrivata nel corso di queste settimane la richiesta di migliorare questo metodo così come oggi modulato, giacchè non sarebbe conveniente né per le imprese, né per i lavoratori.

Nulla nemmeno sulla cancellazione delle ricongiunzioni onerose né sulla semplificazione del cumulo e molte delle nuove misure, se non tutte, saranno certamente rimandate all’anno prossimo, così come lasciato intendere già tempo fa da autorevoli esponenti dello stesso esecutivo e dal presidente dell’Istituto di Previdenza. E’ possibile anche che i cambiamenti pensionistici slittino ancora al 2017, come del resto previsto dall’agenda di lavoro del premier che, dopo il 2015 dedicato alla casa, ha programmato il 2016 come l’anno delle novità per le tasse e il 2017 per le pensioni.

Probabilmente fino ad allora dovrebbe essere stabilizzata, si spera in meglio, la situazione economica del nostro Paese, riuscendo così a garantire anche maggiori disponibilità di soldi da impiegare per la revisione delle norme pensionistiche attuali. Al momento, infatti, resta ancora da superare l’ostacolo della mancanza di soldi nonché della volontà politica di agire effettivamente sulle pensioni, visto che sempre lo stesso esecutivo che blocca cambiamenti per le pensioni a causa della scarsa disponibilità di fondi è quello che riesce a reperire tali fondi per l’attuazione di altri provvedimenti che considera prioritari, dall’abolizione della Tasi e dell’Imu dal 2016, ai due miliardi di euro da stanziare per sicurezza e cultura.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il