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Pensioni ultime notizie attese a più livelli novità, prospettive e incontri nuovi tra oggi mercoledì e prossimi giorni settimana

Appuntamento e novità della settimana che apre oggi per cambiare le pensioni: prospettive e attese proposte ufficiali dai relatori




Siamo ormai alle soglie della fine di questo anno 2015 e come ormai consuetudine si aspettano le novità dell’esecutivo in vigore dal prossimo gennaio 2016. Si preannunciano settimane decisamente impegnative, soprattutto per quanto riguarda le discussioni sulla definizione di cambiamenti pensionistici. Mentre oggi, lunedì 14 dicembre, sono attesi i cambiamenti ufficiali da parte dei relatori, domani, martedì 15, si inizieranno ad avere indicazioni effettive sulle eventuali misura da approvare realmente e inizierà il voto in Aula. Le misure approvate passeranno poi ancora al Senato, dove però non sono previsti ulteriori cambiamenti o comunque non è atteso nulla di particolarmente significativo e potrebbe essere posta subito fiducia.

Non è arrivato al momento nulla sul miglioramento della staffetta ibrida nonostante le richieste arrivate da diversi fronti per renderla più conveniente per imprese e lavoratori, nulla nemmeno sui metodi in prova, che si pensava, invece, di far approvare subito, e sulla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e sulla semplificazione del cumulo. E si attendono anche ancora i cambiamenti minimi, dalla proroga di ulteriori tre mesi del contributivo donna, alla detassazione per i pensionati over 75 fino a 8 mila già dal 2016, alla cancellazione delle penalità per precoci e usuranti che vogliono andare in pensione prima.

E mentre questi cambiamenti, insieme alla novità della revisione delle rivalutazioni pensionistiche del prossimo anno, attendono ancora risposte ufficiali, e mentre probabilmente tutte le altre misure per cambiare positivamente le attuali norme pensioni saranno rimandate al prossimo anno, al momento certi sono solo i cambiamenti negativi, dalla conferma del taglio del fondo per precoci e usuranti, all’aumento dell’età pensionabile dal primo gennaio 2016, quando per andare in pensione non basteranno più i 66 anni e tre mesi ma bisognerà raggiungerei 66 anni e sette mesi, quattro mesi in più, dunque, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, al nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni.

Terminata la fase di voto a Montecitorio, giovedì 17 dicembre i sindacati dovrebbero presentare cambiamenti ufficiali e piano tutti insieme. Secondo i sindacati serve innanzitutto correggere il sistema contributivo, quindi anticipare l'uscita per lavoratori precoci e usuranti, fissando il tetto dei versamenti a 41 anni di contributi per i lavoratori precoci con un accesso alla pensione anticipata ma senza penalizzazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il