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Pensioni novitÓ come sono andate davvero bocciature quota 100, mini pensioni, quota 41 raccontate direttamente da deputati

Bocciata proposta di uscita per tutti con 40 anni di contributi ma anche revisione requisiti di uscita: le ultime novitÓ pensioni e cosa aspettarsi




Slittano ancora le novità pensioni per proroga del contributivo donna ma anche per la possibilità di cancellazione ulteriore delle penalizzazioni a carico di decide di andare in pensione prima, l’iter di discussione è stato ancora rimandato e di conseguenza anche il voto a Montecitorio, rimandato da oggi 15 dicembre a domani, mercoledì 16 dicembre. Poi le novità approvate passeranno in Senato per arrivare a voto finale la settimana prima di Natale. Nell’attesa dell’approvazione dei cambiamenti ufficiali, qualche indicazioni è stata data dal resoconto dell’incontro del Gruppo di Lavoro Finanziari tenutosi qualche giorno fa. Le discussioni sono state incentrate sulla questione della contribuzione necessaria per l’uscita dal lavoratori di precoci e usuranti.

L’esponente del M5S Tripiedi, sostenuto dal collega Cominardi,  aveva già annunciato un emendamento per ripristinare i 40 anni come requisito per il pensionamento per tutti indipendentemente dall’età anagrafica.  Cominardi ha inoltre precisato anche la necessità di guardare in maniera diversa alle varie tipologie di lavoro, giacchè queste incidono, ed anche parecchio in alcuni casi, sulla qualità della vita dei singoli lavoratori, basti pensare a precoci e usuranti.

Ma l’esecutivo non sembra aprire alla possibilità di uscita per tutti con 40 anni di contributi. Questa chiusura certamente prevarrà sulla volontà da parte dell’intero Gruppo di Lavoro Finanziario di dare a tutti la possibilità di andare in pensione con il requisiti dei 40 anni di contributi. Bocciate anche le proposte di revisione dei requisiti di uscita dal lavoro prima, in generale, tema che è stato rinviato. Ma non solo: la posizione dell’esecutivo sembra quella che ‘vincerà’ in generale perché, come spesso dimostrato, nonostante dibattiti, discussioni, proposte e cambiamenti, il premier fa sempre ciò che vuole.

E in queste sue volontà al momento non rientrano, come si evince dalle ultime notizie, le pensioni, posizione confermata anche dal silenzio in merito mantenuto sia durante i banchetti organizzati dal Partito Democratico lo scorso week end nelle piazze di tutta Italia, sia durante la Leopolda di qualche giorno fa. Del resto, il viceministro dell’Economia, seguendo quanto già dichiarato dal presidente dell’Istituto di Previdenza, ha chiaramente detto che ogni questione sulle pensioni sarà ripresa nel 2016 dall’esecutivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il