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Partita Iva 2016 minimi nuove regime, forfettaria, ordinaria: cosa cambia nel 2016. Dubbi, chi ci può rientrare o aprire nuova

Dal prossimo anno entrerà in vigore una piccola rivoluzione fiscale per chi intende aprire una partita Iva a condizioni agevolate.




Dal 2016 sono cambiate le regole per le partite Iva. La principale modifica, rispetto a cui si attende naturalmente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e per cui saranno necessari chiarimenti da parte dell'Agenzia delle entrate per via dei tanti casi e delle situazioni particolari, è l'assorbimento del regime dei minimi in quello forfettario. In buona sostanza, sarà in vigore un solo regime a condizioni agevolate che è un mix tra i due precedenti.

Il primo aspetto da tenere in considerazione è quello della soglia dei ricavi per rientrarci. Ebbene, cambia in base all'attività svolta: 50.000 euro per commercio al dettaglio e all'ingrosso; 40.000 euro per commercio di alimenti e bevande, anche ambulante; 20.000 euro per commercio ambulante non alimentare; 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari; 25.000 euro per intermediari del commercio; 50.000 euro per servizi di alloggio e di ristorazione; 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi; 30.000 per altre attività economiche; 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande.

In seconda battuta, fari puntati sull'aliquota fiscale, pari al 5% per i primi 5 anni che poi diventa al 15%. L'imponibile viene calcolato sulla base del coefficiente di redditività, che per commercio al dettaglio e all'ingrosso al 40%, commercio di alimenti e bevande al 40%, per commercio ambulante di alimenti e bevande al 54%, per costruzioni e attività immobiliari all'86%, per intermediari del commercio al 62%, per servizi di alloggio e attività di ristorazione al 40%, per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi al 78%, per altre attività economiche al 67%, per industrie alimentari e delle bevande al 40%.

Rispetto all'attuale regime dei minimi, non ci sono limiti di età per aderire al regime dei minimi e né limiti di durata, fino alla fine dell'anno rispettivamente di 35 anni e di anni. Altri vantaggi sono il mancato pagamento dell'Iva, il mancato assoggettamento agli studi di settore, l'assenza dell'obbligo di tenere i registri Iva obbligatori. I limiti sono rappresentati dal tetto di 20.000 euro all'anno per l'acquisto di beni strumentali, dalla soglia di 5.000 euro per i compensi erogati a lavoratori dipendenti o collaboratori, dall'impossibilità di dedurre costi dal reddito, dall'impossibilità di avere lavoratori dipendenti o collaboratori e di effettuare cessioni di beni all'esportazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il