Covered bond: nuovo tipo di obbligazioni emesse e garantite dalle banche con rischi molto bassi

Al via la fase di lancio delle obbligazioni bancarie garantite: le covered bond



Al via la fase di lancio delle obbligazioni bancarie garantite: le covered bond. È una svolta a portata di mano grazie al via libera sulla nuova normativa che permetterà alle banche di emettere questi strumenti finanziari. E' quanto comunica l'Abi che stima in 200 miliardi di euro il potenziale mercato dei covered bond. Le caratteristiche principali dei covered bond rispetto alle normali obbligazioni bancarie sono, appunto, il profilo di rischio molto basso e l'elevata liquidità.

L'analisi sulla nuova disciplina di riferimento e sull'impatto che tali strumenti avranno sul mercato è stata al centro del convegno dell'Abi, oggi a Roma, su "Covered bond italiani: parte il mercato delle obbligazioni bancarie garantite", in cui, dopo l'intervento di apertura del Direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, hanno partecipato il Vice Direttore generale di Banca d'Italia, Giovanni Carosio, Giuseppe Vito Forese del ministero dell'Economia, e il Direttore centrale Abi, Domenico Santececca. L'incontro ha visto anche la partecipazione dei principali player nazionali e internazionali, società di rating e studi legali a confronto sui nuovi scenari.

Abi ha sottolineato che l'importanza dell'emissione di covered bond anche in Italia è finalizzata alla possibilità per le banche di migliorare la propria raccolta - in termini di riduzioni di costi - con l'obiettivo di offrire finanziamenti maggiormente aderenti alle aspettative della clientela.

L'Associazione bancaria sin dal 2001 ha avviato un'attività di sensibilizzazione delle Autorità competenti sulla necessità di introdurre anche nell'ordinamento italiano questi strumenti di raccolta, sul modello di quanto fatto dai principali Paesi europei.

L'iter che ha portato all'introduzione delle obbligazioni bancarie garantite, infatti, è stato complesso ed ha richiesto vari approfondimenti: "Il risultato raggiunto ci soddisfa - ha dichiarato Giuseppe Zadra - perchè è stato possibile coniugare le diverse esigenze del sistema bancario che chiedeva flessibilità nell'utilizzo dei covered bond e degli investitori che li considerano titoli sicuri e fortemente standardizzati, garantendo nello stesso tempo la protezione degli altri creditori della banca, in primis, i depositanti". Una strada fondamentale per introdurre i covered bond in Italia, a differenza di altri Paesi che si muovono attraverso rapporti contrattuali, è stata la scelta di fissare le norme necessarie in una specifica legge: questo aspetto è per Zadra un "punto di forza che conferisce maggiori garanzie legali per investitori e agenzie di rating, creando uno standard operativo per le obbligazioni bancarie garantite subito riconoscibile a livello internazionale".

"L'Italia entra in un mercato internazionale già affollato e competitivo - ha aggiunto Zadra - ma la solidità dell'impianto normativo e l'alta qualità dei crediti utilizzabili a garanzia delle emissioni, sono una via essenziale per recuperare terreno a livello europeo e attrarre con successo gli investitori esteri".

Il sistema dei covered bond è utilizzato in ben 22 Stati europei. Per alcuni Paesi come la Germania sono un'istituzione con una tradizione di oltre 100 anni. In altre realtà invece, ad esempio Gran Bretagna ed Olanda, la struttura di un'operazione di emissione è definita sulla base di specifici accordi contrattuali, sebbene sia in preparazione un vero e proprio testo normativo. Anche gli Stati Uniti, solitamente legati alle cartolarizzazioni, si sono recentemente interessati al sistema dei covered bond ed hanno realizzato le prime emissioni.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il