BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma pubblica amministrazione, contratti statali, sblocco stipendi dipendenti pubblici Renzi-Madia: ipotesi due tempi avanza

Le trattative per lo sblocco del contratto degli statali sono subordinate dalla riduzione del numero dei comparti pubblici, le cui operazioni sono in corso.




L'esecutivo continua a insistere sulla sua strada che prevede prima la riduzione del numero dei comparti pubblici e poi lo sblocco del contratto degli statali. Ma se sotto il primo di vista le organizzazioni sindacali hanno il potere di incidere, come dimostrato dall'accorpamento in quattro anziché in tre grandi sezioni, differente è il discorso sulle risorse per lo sblocco degli stipendi degli statali. Palazzo Chigi non si smuove dalla cifra di 300 milioni di euro e allo stato non sembrano esserci margini di trattative per un aumento della somma.

E poco importa che in termini pratici non si andrà al di là di circa di aumento di circa 10 euro lordi in busta paga. Secondo l'esecutivo, i dipendenti pubblici sono stati già compensati dal bonus di 80 euro, in vigore da un anno e mezzo, e dalla bassa inflazione che non ha intaccato il potere d'acquisto.

Le attenzioni sono naturalmente concentrate anche sul bonus di 80 euro che l'esecutivo ha deciso di destinare alle forze dell'ordine. Stando a quanto si legge nel testo governativo, "per il riconoscimento dell'impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale", il prossimo anno al personale appartenente ai corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate, ad eccezione di quello appartenente al Corpo delle capitanerie di porto, non destinatario di un trattamento retributivo dirigenziale, è riconosciuto un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua, da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile e in relazione al periodo di servizio prestato nel 2016.

Caratteristica di questa misura, che ricalca il bonus di 80 euro introdotto lo scorso anno, è la non natura retributiva ovvero non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef, dell'imposta regionale sulle attività produttive e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale. A differenza dell'attuale bonus per lavoratori dipendenti e assimilati, non si tratta di una misura valida per sempre, ma solo per il 2016. Il costo dell'operazione è di 500 milioni di euro, per ora finanziati con un aumento di deficit, in attesa che l'Unione europea dia il via libera al bonus migranti. Ma le riserve non saranno sciolte prima della prossima primavera.

A proposito di stipendi e assunzioni, contro i tagli delle prestazioni erogate ai cittadini e contro la manovra, in cui potrebbe saltare il cambiamento per l'entrata di 6.000 tra medici e infermieri, domani è in programma lo sciopero dei medici. Sono quindi rinviati due milioni tra visite e esami programmati e circa 40.000 operazioni chirurgiche. Sono comunque garantiti gli interventi di emergenza.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il