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Banche, obbligazioni, conti correnti 2016 con nuove regole. Rischi nel caso di banche in crisi o fallimento. Cosa fare

Cambiano le regole in caso di banche in crisi o a rischio fallimento. Ma c'è un piano per tutelare chi ha perso tutto e i pensionati.




Dal primo gennaio 2016 è entrata in vigore una direttiva europea che prevede il coinvolgimento dei privati nella risoluzione delle crisi bancarie. Quando un istituto di credito entrerà in difficoltà non interverrà più lo Stato con i fondi dei contribuenti ma dovranno farsi carico delle perdite anche i privati, azionisti e obbligazionisti. In caso tutto ciò non fosse sufficiente a coprire le perdite interverrà un fondo finanziato dalle banche stesse. Continueranno a essere garantiti i depositi fino a 100.000 euro. Si tratta del cosiddetto bail-in.

Quella dei pensionati è considerata tra le categorie più esposte perché il criterio dell'età si può incrociare con quello della maggiore concentrazione dei risparmi nei bond subordinati, sintomo di inadeguata cultura finanziaria. Indipendentemente dall'età, tra i risparmiatori deboli su cui fare verifiche ci sono quelli con meno di 100.000 euro in banca, e puntati per oltre metà sulle obbligazioni. Vale sempre il principio del raggiro, che non può valere per esempio per i dipendenti delle banche, anche loro tra i danneggiati. Potrebbe finire anche il criterio familiare tra quelli a disposizione degli arbitri del governo. Già, perché nonostante finora si sia messo da parte formalmente il criterio dell'Isee, di fatto potrà essere considerato anche il reddito familiare, oltre al volume dell'investimento, con priorità per quelli più bassi.

Ammontano a 2,3 miliardi di euro i fondi che gli altri istituti di credito hanno stanziato per contribuire al salvataggio delle quattro banche coinvolte nel piano del governo, che ha varato il decreto il 23 novembre. Sono 12.000 i risparmiatori che hanno visto azzerati i propri investimenti per effetto della sottoscrizione o dell'acquisto sul mercato dei bond subordinati (equiparati alle azioni) delle quattro banche.

In questo contesto si segnala che l'ex presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, e l'ex membro del Consiglio di amministrazione, Luciano Nataloni, sono accusati dalla procura di Arezzo di "omessa comunicazione di conflitto d'interessi". I due sono accusati di aver sfruttato il ruolo che avevano all'interno dell'istituto a fini personali e di averlo fatto per ottenere finanziamenti che non avrebbero potuto ottenere altrimenti. Banca Etruria è una banca popolare con sede ad Arezzo, fondata nel 1882. Negli ultimi anni l'istituto è entrato in grave sofferenza. A febbraio 2015 è stato commissariato dal Ministero dell'Economia su proposta della Banca d'Italia.

Situazione di difficoltà anche per Banca Marche, fondata nel 1994 dalla fusione di Cassa di risparmio di Pesaro e di Banca Carima. Nel 1995 si aggiunse anche la Cassa di Jesi. Dallo scorso 22 novembre è in liquidazione coatta amministrativa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il