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Pensioni novità passabili senza spese in riforma pensioni subito e sono state respinte

Tra le misure pensioni confermate mancano le novità a costo zero in discussione da tanto tempo: quali sono e vantaggi che avrebbero potuto portare




E’ stata confermata la staffetta ibrida come modulata dall’esecutivo, senza cioè alcun miglioramento, restando dunque, a detta di molti, poco vantaggiosa per imprese e lavoratori; via libera alle rivalutazioni delle pensioni dal prossimo anno che non saranno, dunque, in negativo; prorogato di ulteriori tre mesi il contributivo donna, per cui sono stati stanziati 2,5 miliardi di euro, troppi secondo il presidente Damiano, e per cui ci si riserva di discutere ancora il prossimo anno; cancellate anche le penalizzazioni per lavoratori precoci e usuranti che decidono di andare in pensione prima e con effetto retroattivo.

Sono queste le novità pensioni approvate ad oggi e che, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbero essere le uniche misure volte a cambiare il sistema pensionistico per quest’anno. Si tratta, come ben si evince, di cambiamenti minimi che probabilmente porteranno relativi vantaggi e che, secondo molti, avrebbero potuto essere sostituiti da altri provvedimenti, a costo zero, ma che certamente sarebbero stati più convenienti e sotto diversi aspetti, vale a dire per il rilancio dell’occupazione e, sul lungo periodo, per riuscire ad accumulare nuovi risparmi.

Si è sempre detto, infatti, che a bloccare novità pensionistiche fosse la mancanza di risorse economiche eppure non sono passati piani a costo zero, dalla quota 100 alla mini pensione, al contributivo, che avrebbero permesso ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, a fronte di penalizzazioni, permettendo di liberare nuovi posti di lavoro per i più giovani, ma anche, sul lungo periodo, di accumulare nuovi risparmi derivanti proprio dalle penalità imposte ad ogni lavoratore che avesse deciso di lasciare prima il lavoro.

Nulla sulla legge delega che, a costo decisamente inesistente, avrebbe comunque rappresentato un segnale da parte dell’esecutivo di volontà di agire effettivamente sulle pensioni in tempi certi, così come accaduto per la riforma della P.A. o del Lavoro. Nulla nemmeno sulla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e la semplificazione del cumulo, che avrebbero anch’essi permesso ai lavoratori di accedere comunque prima alla pensione.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il