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Banche in crisi, rischio fallimento aggiornate e migliori 2015. Nuove regole 2016 obbligazioni, conti correnti, depositi

Dal prossimo anno entrano in vigore le nuove regole per il salvataggio delle banche italiane. Sono numerosi gli istituti a rischio.




Non solo Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti, altre banche a rischio su cui sono concentrate le attenzioni sono l'Istituto per il credito sportivo, Cassa di risparmio di Loreto, Banca popolare dell'Etna, Banca padovana credito cooperativo, Cassa Rurale di Folgaria, Banca popolare delle province calabre, Banca di Cascina, Banca di Credito Cooperativo Brutia, Banca di Credito Cooperativo Irpina e Banca di Credito Cooperativo di Terra d'Otranto. Ma dal prossimo anno si cambia. Alla base delle nuove regole che entreranno in vigore dal primo gennaio 2015 c'è il meccanismo del bail-in di garanzia interna per cui, in caso di fallimento di una banca, azionisti, obbligazionisti e grandi depositanti dovranno contribuire al salvataggio.

Ma perché la questione è ora tornata così prepotentemente d'attualità? Lo scorso 22 novembre il governo ha approvato il decreto legge per il salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti che azzera il capitale sociale per circa 130.000 azionisti. Per dare continuità ai quattro istituti è intervenuto il Fondo di risoluzione alimentato dal sistema bancario che ha versato 3,6 miliardi di euro per dare vita a quattro bridge bank (banche ponte). Le sofferenze accumulate dalle vecchie banche, pari a poco più di 8,5 miliardi di euro, sono state assorbite da una bad bank. Le quattro banche avevano iniziato a manifestare problemi di solvibilità già diversi anni fa.

Il 30 maggio 2013 la Cassa di Risparmio di Ferrara è stata infatti commissariata dalla Banca d'Italia. Alla fine dell'estate 2013 Bankitalia ha posto Banca Marche in amministrazione straordinaria. A settembre 2014 è toccato a CariChieti, mentre il 24 marzo 2014 i vertici di allora di Banca Etruria sono stati indagati nell'ambito di un'inchiesta aperta dalla Procura di Arezzo. L'11 febbraio scorso Bankitalia ha commissariato la Popolare Etruria e Lazio per "gravi perdite del patrimonio".

In questo contesto la Banca Popolare di Vicenza accelera e cambia lo statuto per dare più chiarezza e trasparenza dopo lo scandalo della maxisvalutazione creando danni a molti risparmiatori. L'istituto ha approvato proprio ieri il nuovo statuto che verrà ora sottoposto all'esame di Bankitalia e poi al voto dell'assemblea dei soci. Il nuovo statuto, che sancirà il passaggio dalla forma cooperativa a quella di società per azioni, conterrà un tetto del 5% al possesso azionario per i primi due anni, la riduzione da 16 a 13 dei consiglieri, un premio di maggioranza alla lista vincente, a cui andranno 10 consiglieri, e un limite del 2,5% per la presentazione delle liste.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il