BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità lista aggiornata mini riforma pensioni subito approvati, sospesi, bocciati a Montecitorio

Quali sono le novità pensioni approvate e quelle che sono state ancora una volta rimandate: tante avrebbero potuto portare diversi vantaggi. Voto finale prima di Natale




Si va verso la fine dell’anno e verso l’approvazione delle novità dell’esecutivo che entreranno in vigore a partire dal primo gennaio e, come prevedibile, è tanta la delusione per la mancanza di quelle misure di cambiamento delle pensioni tanto richieste nel corso di questi mesi. Le ultime notizie confermano, infatti, che tutti quei provvedimenti, anche a costo zero, che avrebbero potuto essere approvati, con il duplice vantaggio di rilanciare occupazione, soprattutto giovanile, e di accumulare nuovi risparmi sul lungo periodo, vale a dire quota 100, mini pensione, uno dei metodi in prova che i relatori, inizialmente, avrebbero voluto far passare subito non sono invece passati.

Nulla è stato per migliorare quella staffetta ibrida che così come modulata attualmente non risulterebbe vantaggiosa né per i lavoratori né per le imprese, per cui sarà probabilmente poco utilizzata risultando una nuova misura nulla; nulla nemmeno sull’approvazione di quella legge delega che avrebbe impegnato l’esecutivo a riprendere la questione pensioni in tempi certi arrivando a soluzioni universali per tutti in maniera sicura e a dimostrare la volontà di voler davvero cambiare le pensioni attuali. Nulla è stato fatto anche per la semplificazione del cumulo e la cancellazione dei costi per le ricongiunzioni, misure che avrebbero permesso di andare in pensione prima.

E dal prossimo anno scatteranno anche quelle norme negative che, in mancanza di novità positive per le pensioni, si era chiesto di congelare, dall’aumento dell’età pensionabile che salirà di ulteriori quattro mesi a partire dal primo gennaio, passando così da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, al nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni, al taglio del fondo per i lavoratori precoci e usuranti che, invece, tanti chiedevano di aumentare.

Sono, invece, passate misure come l’istituzione del fondo povertà che secondo molti può essere preludio dell’approvazione dell’assegno universale e la rivalutazione positiva per le pensioni il prossimo anno, tempo in cui invece, a causa dell’andamento negativo di inflazione ed economia, le pensioni non avrebbero dovuto subire alcun aumento, anzi. I pensionati rischiavano di ritrovarsi a dover restituire anche parte di quanto percepito in più. Sono state, inoltre, cancellate le penalità per l’uscita prima per chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo o che svolge mansioni usuranti, misura con effetto retroattivo e che era stata messa fortemente in dubbio, e prorogato di ulteriori tre mesi il contributivo donna.

Due le novità previste per quest'ultima misura: la prima è l'accoglienza delle domande di migliaia di donne che erano rimaste escluse per questioni temporali; la seconda riguarda la somma stanziata, di circa 2,5 miliardi di euro, per questa misura. Si tratta infatti, secondo le previsioni, di una somma elevata che certamente avanzerà e su cui ci si riserva di tornare a discutere il prossimo mese di settembre. Se, infatti, così come stimato, dovessero avanzare soldi, potrebbero essere usati o per un’ulteriore proroga del contributivo donna stesso o per l’approvazione di uno dei metodi in prova, entrambe richieste dall’opposizione. Oggi intanto inizia il confronto in Aula e il voto è atteso per stasera stesso, al massimo per domani 17 dicembre, in modo da approdare subito a Palazzo Madama per l'approvazione finale entro il 23 dicembre.  

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il