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Pensioni novità aggiornate riforma pensioni subito quota 100, quota 41, mini pensioni passate e bocciate: novità oggi venerdì

I provvedimenti bocciati e le novità approvate a Montecitorio: quali sono, cosa prevedono e chi interessano. Atteso il voto finale




Nessun provvedimento a costo zero che avrebbe potuto essere approvato e che avrebbe contribuito a rilanciare l’occupazione giovanile e ad accumulare nuovi risparmi sul lungo periodo, vale a dire quota 100, mini pensione, uno dei metodi in prova non sono passati dopo il voto a Montecitorio e si tratta di novità deludenti per quanti attendevano cambiamenti che avrebbero potuto rivedere i requisiti di accesso alla pensione finale, che rimarranno rigidi, anzi, lo diventeranno ancor di più dal prossimo gennaio 2016. Non è stato approvato nemmeno il miglioramento della staffetta ibrida come inizialmente approvata dall’esecutivo; nulla sulla cancellazione di ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo; né sulla legge delega.

Nonostante i vari Ordini del Giorno presentati, non è stato fatto più alcun riferimento alla legge delega che, così come già accaduto per riforma della P.A., della Scuola e del Lavoro, avrebbe fissato tempi certi per la ripresa delle discussioni sulle pensioni, con conseguente definizione di soluzioni, da tempo ormai auspicate, e dimostrato la reale intenzione dell’esecutivo di agire con cambiamenti sulle pensioni, in modo da soddisfare richieste di forze politiche e sociali ed esigenze dei cittadini stessi.

Dal primo gennaio 2016, inoltre, scatteranno quei cambiamenti negativi che era chiesto di congelare, viste le poche probabilità di approvazione di cambiamenti positivi entro la fine dell’anno. Stiamo parlando, innanzitutto, dell’aumento dell’età pensionabile che salirà di ulteriori quattro mesi il prossimo anno, passando così da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi; ma anche del taglio del fondo per l’uscita prima di lavoratori usuranti e precoci; e del nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni.

Le misure approvate a Montecitorio, dopo l’istituzione del fondo povertà che secondo molti anticipa l’assegno universale e la rivalutazione positiva l’anno prossimo per le pensioni che rischiavano di non subire alcun aumento a causa dell’andamento negativo dell’economia, sono la cancellazione delle penalità per l’uscita prima per chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo o che svolge mansioni usuranti e con effetto retroattivo, e la proroga di ulteriori tre mesi del contributivo donna.

Saranno dunque accolte le domande di migliaia di donne che erano rimaste escluse da questa possibilità di uscita prima per questioni temporali e si aprono anche nuove prospettive di cambiamento per la somma di circa 2,5 miliardi di euro stanziata per questa misura. In base alle previsioni, da questa cifra potrebbero avanzare soldi e si tornerebbe a discutere del loro impiego il prossimo settembre, con possibilità di usarli o per un’ulteriore proroga del contributivo donna stesso o per l’approvazione di uno dei metodi in prova.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il