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Imu e Tasi 2015: se si deve pagare in ritardo o errori calcolo come rifare calcolo e compilare F24 e bollettino postale

Ecco le sanzioni a carico dei contribuenti nel caso di ritardi nel pagamento della seconda rata di Imu e Tasi. Oggi è l'ultimo giorno utile.




Quello di oggi mercoledì 16 dicembre 2015 è l'ultimo giorno utile per il pagamento del saldo di Tasi e Imu senza incorrere in sanzioni. La scadenza è la stessa per tutte le città, compresi i grandi capoluoghi Milano, Roma, Genova, Firenze, Bologna, Torino, Venezia, Napoli, Bari, Palermo. Per non perdersi in troppi calcoli, necessari in caso di cambiamento di aliquote da parte del proprio comune in quanto l'importo da versare non è lo stesso dell'acconto, è gratuitamente a disposizione in questa pagina il nostro simulatore. Dopo aver inserito i dati richiesti è possibile conoscere l'importo esatto e generare il modello F24 da presentare a uno sportello bancario o a un ufficio postale.

Nel caso di ritardi oltre la data di oggi scattano le sanzioni proporzionale ai giorni di ritardo accumulati. Può essere infatti di tre tipi: sprint, breve e lungo. Fino al 30 dicembre è pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, oltre agli interessi al tasso legale dello 0,5% annuo. Se il pagamento viene eseguito dal primo al 16 gennaio 2016, l'importo supplementare sale al 3%, oltre agli interessi legali.

I codici tributo per il versamento della Tasi sono 3958 su abitazione principale e pertinenze, 3959 su fabbricati rurali strumentali, 3960 su aree fabbricabili, 3961 su altri fabbricati. A versare Tasi, la tassa sui servizi, sono tenuti tutti gli intestatari di immobili. Una parte dell'importo, fra il 10 e il 30%, in base alla decisioni della singola amministrazione comunale, spetta al locatario. Quelli per il pagamento dell'Imu sono 3912 per abitazione principale e pertinenze, 3914 per terreni, 3916 per aree fabbricabili, 3918 per altri fabbricati, 3925 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, allo Stato, 3930 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, al Comune.

Dall'Imu sono esentati i proprietari di prime case, purché non di lusso. L'imposta è da pagare anche su aree edificabili e terreni agricoli, anche se incolti, tranne quelli ubicati nei comuni totalmente montani o parzialmente montani nel caso di coltivatori diretti e imprenditori agricoli. In ogni caso, stando alle norme in vigore c'è un tetto massimo che le amministrazioni comunali non possono superare nel prelievo di Imu e Tasi. La somma delle due aliquote non può essere maggiore dell'aliquota massima aumentata dello 0,8 per mille ovvero 3,3 per mille per il 2015 per l'abitazione principale e 11,4 per mille per le seconde case, a condizione che con tale aumento siano finanziate detrazioni per categorie sociali deboli.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il