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Pensioni novità M5S, Lega, Opposizione Maggioranza riforma pensioni con cambiamenti subito approvabili: novità venerdì oggi

I cambiamenti avanzata in questa ultima fase per le novità per le pensioni e la riforma del no ad aiuti di stato per il nucleare e questione carceraria




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 13:52 venerdì 18 Dicembre): Sono confermati circa un centinaio di cambiamenti ufficiali tra cui alcuni per le novità sulle pensioni da Lega, Movimento 5 Stelle e Forza Italia. E in base alle ultime notizie e ultimissime vi sono dubbi su quelli dell'opposizione interna della maggioranza che sembrano soddisfatti di quanto ottenuto e sposterebbero le proprie ulteriori richieste per i prossimi mesi. Ed è questo un punto importante perchè se venisse confermato, non ci sarebbe la convergenza di voti sui cambiamenti riproposti da Lega e M5S per quanto riguarda l'assegno universale, quota 100, quota 41. Riproposizioni uguali nella sostanza ma diverse nella forma altrimenti non verrebbero nemmeno ammesse al confronto. Detto questo, le possibilità che passino sono esigue.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 13:47 giovedì 17 Dicembre): Inizia oggi pomeriggio nel secondo emiciclo il confronto per le novità sulle pensioni e gli altri teme proseguirà anche sabato e domenica come indicano le ultime notizie e ultimissime. Ed entro domani venerdì vi sarà anche la possibilità di presentare nuovi cambiamenti, compresi, quelli per le pensioni da parte della Lega, Pd, Movimeno 5 Stelle e gli altri partiti politici. E su questi ci sarà un confronto diretto nei prossimi giorni. 

Dopo l’inizio del confronto di oggi 16 dicembre in Aula, che potrebbe concludersi al massimo entro domani 17, le novità approderanno a Palazzo Madama che dovrebbe approvarle definitivamente entro il prossimo 23 dicembre. Ancora nessuna novità sulle misure di indulto e amnistia dopo l’ultimo ed ennesimo appello di Papa Francesco per l’approvazione delle misure di clemenza. L’Europa dice, inoltre, no ad aiuti di Stato a sostegno dello sviluppo dell’energia nucleare.

Pensioni: Al via oggi, mercoledì 16 dicembre, il confronto in Aula sulle misure da approvare definitivamente e il voto è atteso per stasera stesso e potrebbe slittare al massimo a domani, giovedì 17 dicembre, in modo da approdare subito a Palazzo Madama per l'approvazione finale entro il 23 dicembre, prima cioè della pausa Natalizia. Nel passaggio a Palazzo Madama non dovrebbero essere previsti cambiamenti, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, per cui le misure presentate se approvate non subiranno alcuna modifica. Sempre per domani 17 dicembre è attesa la presentazione del nuovo piano congiunto per cambiare le pensioni da parte dei sindacati che, come confermano le ultime notizie, continuano a rilanciare sull’urgenza di misure che possano rivedere i requisiti di accesso alla pensione finale soprattutto per sostenere un rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile. Per quanto riguarda i cambiamenti al vaglio in questi mesi, non è stato approvato a Montecitorio alcun provvedimento a costo zero come quota 100, mini pensione, uno dei metodi in prova; nessun miglioramento della staffetta ibrida; nulla sulla legge delega; né sulla semplificazione del cumulo e la cancellazione delle ricongiunzioni onerose, ma sono passate misure come l’istituzione del fondo povertà che secondo molti anticipa l’assegno universale, via libera alla rivalutazione positiva delle pensioni l’anno prossimo, cancellazione delle penalità per l’uscita prima di usuranti e precoci, e proroga di ulteriori tre mesi del contributivo donna. Per la proroga del contributivo donna, grazie alla somma stanziata di circa 2,5miliardi di euro, potrebbe aprire nuove prospettive di cambiamento. La cifra stanziata, secondo le stime, sarebbe decisamente elevata e potrebbero avanzare soldi che, dopo eventuali prossime discussioni rimandate nei prossimi mesi, potrebbero essere impiegato o per prorogare ulteriormente questo meccanismo o per approvare uno dei metodi in prova.

Riforma nucleare: Il Parlamento Europeo ha detto no all'erogazione di aiuti di Stato per lo sviluppo del'energia nucleare, bocciando così il documento del piano per l’Unione dell’Energia della Commissione europea. Se fosse stato, invece, approvato, il documento avrebbe chiesto a Bruxelles di sostenere programmi a livello nazionale e comunitario incentrati sullo sviluppo di nuovi reattori atomici. Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, “Questo voto ribadisce una volontà contraria del Parlamento Europeo di includere il nucleare tra le fonti che possano essere finanziate con fondi pubblici”.

Indulto e amnistia: Ancora nessuna novità per le misure di indulto e amnistia, nonostante l'ennesimo appello arrivato da Papa Francesco in occasione del Giubileo della Misericordia. Nulla aveva sortito il suo primo appello per una 'grande amnistia' e nulla sembra sortire nemmeno quest'ultimo arrivato. La discussione sulle misure di clemenza, dopo mesi di nulla di fatto, sarà ancora rimandata ormai certamente al prossimo anno, ma non ci attende comunque nulla di buono, vista la contrarietà alle misure di clemenza da parte del ministro della Giustizia Orlando e dello stesso premier.

Riforma aerei: Nel 2016 il costo dei biglietti aerei scenderà parecchio, soprattutto in Europa: questo è quanto avverrà secondo l’International air transport association (Iata), l’organizzazione che riunisce la maggior parte delle compagnie aeree nel mondo, secondo cui la cifra media pagata per un biglietto di andata e ritorno è stata di 472 dollari nel 2014, è scesa a 407 nel 2015 e toccherà i 375 nel 2016. Si tratta di ribassi dovuti anche all’andamento dei prezzo del petrolio, scesi sotto i 40 dollari al barile, “valori che abbattono il conto delle compagnie per il carburante dai 226 miliardi nel 2014 ai 135 del prossimo anno”, come spiegato da Brian Pearce, capo economista della Iata. In virtù di ulteriore abbassamento del costo del petrolio, diminuiranno anche le tariffe dei biglietti. Il prossimo passo per rendere i viaggi aerei ancor più competitivi e convenienti sarà abbassare le tasse aeroportuali per i vettori, e di conseguenza per i viaggiatori. Secondo la Iata, infatti, i prezzi dei biglietti potrebbero scendere ancora se gli scali non applicassero quelle tasse che permettono loro di incassare ingenti profitti. C’è anche il rischio, però, che le società di gestione degli aeroporti possano chiedere altri soldi per i nuovi protocolli di sicurezza introdotti contro il terrorismo, all'indomani degli attentati di Parigi dell scorso 13 novembre.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il