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Pensioni novità piano ufficiale lanciato da forze sociali per riforma pensioni quota 100, quota 41, mini pensioni

La questione previdenziale continua a essere al centro del dibattito politico e sociale e lo sarà ancora di più nel corso del 2016.




La partita della pensioni passa solo marginalmente dalla manovra. Come riferiscono le ultime notizie, i cambiamenti al sistema previdenziale sono pochi e non in grado di dare una svolta al comparto nel segno della flessibilità. Inutile attendere modifiche last minute in queste ore di discussione e voto nell'Aula di Montecitorio. Se qualche modifica di rilievo ci sarà, l'appuntamento è solo nel 2016. Su queste basi ovvero sul tentativo di rendere il prossimo l'anno di svolta, le forze sociali stanno lavorando. La base è rappresentata da uno dei temi chiave: la separazione tra spesa assistenziale con spesa previdenziale, che evidentemente crea confusione e opacità nella definizione degli impegni di spesa.

Il limite di età individuato per congedarsi è 62 anni, rispetto a una legge previdenziale che prevede nel 2016 il pensionamento a 66 e 7 mesi con un aumento progressivo per via della crescita delle speranze di vita, fino al tetto di 68 e 3 mesi nel 2031. Non viene poi escluso il ripristino del sistema delle quote, tra cui quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per congedarsi, o quota 41 di contribuzione, indipendentemente dall'età, e dunque congeniale per i lavoratori precoci. Il ricambio generazionale tra giovani e anziani sui posti di lavoro, poi, passerebbe dal cambiamento del coefficiente di calcolo, dal riconoscimento dei contributi figurativi, dall'introduzione del part time per chi si trova a pochi anni dall'uscita dal lavoro.

Le organizzazioni a rappresentanza dei lavoratori invocano anche misure di ordine fiscale, come il ripristino della perequazione, il calo della pressione fiscale e la cancellazione dei limiti di età per accedere alla no tax area ovvero la soglia entro la quale i pensionati non pagano l'Irpef. Vista con favore la proroga del contributivo donna con cui le lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome possono andare in pensione rinunciando a una parte dell'assegno, anche se si invita non ritenere questa misura come la soluzione alla flessibilità.

Per il prossimo anno sono da mettere in conto l'allargamento della no tax area da 7.750 euro a 8.000 euro gli over 75 anni e da 7.500 euro a 7.750 euro per gli under 75, e la staffetta ibrida con cui i lavoratori 63enni del comparto privato a cui mancano tre anni dalla maturazione dei requisiti richiesti dalle norme attuali, possono concordare il dimezzamento dell'orario di impiego con il 65% dello stipendio e il versamento di tutti i contributi previdenziali, ma senza l'obbligo per l'azienda dell'assunzione di un giovane.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il