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Pensioni prospettive e novità questa settimana quota 100, quota 41, quota 101, mini pensioni, assegno universale

Le ultime notizie pensioni della settimana e prospettive ultimi giorni prima di Natale di approvazione novità definitive: la situazione attuale




Sono ancora tanti e decisamente diversi i livelli di cui si sono rese protagoniste le novità pensioni in quest’ultima settimana appena conclusasi. Entro il 23 dicembre dovrebbe arrivare finalmente il voto finale sulle misure che entreranno in vigore dal prossimo 2016 e le ultime notizie confermano che tra le novità pensioni finora approvate, è stato previsto l'anticipo dal 2017 al 2016 della no tax area per i pensionati over 75 fino a 8.000 euro all'anno; la rivalutazione degli assegni pensionistici, seppur minima,indipendentemente dall’effetto dell’andamento negativo dei prezzi; la proroga della cancellazione delle penalizzazioni, dal 2016, per precoci e usuranti che decidono di andare in pensione prima; la proroga di ulteriori tre mesi del contributivo donna; ed è stata estesa per tutto il 2016 l’indennità di disoccupazione per i lavoratori precari.

Ad incidere sull’andamento di ulteriori discussioni sulle pensioni, così come su eventuali novità da approvare o meno, sarà certamente anche la nuova elezione dei giudici della Consulta. Sono Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti, indicati rispettivamente da Pd, pentastellati e centristi i nuovi giudici della Corte Costituzionale che, come abbiamo visto in altre occasioni, a partire dalla sentenza che ha imposto all’esecutivo il rimborso delle pensioni a coloro che erano stati soggetti al blocco delle perequazioni automatiche, potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale in diverse decisioni.

Ruolo fondamentale nella definizione di ulteriori novità pensioni potrebbe essere ricoperto anche dall’Europa, soprattutto all’indomani del nuovo vertice in cui l’Italia ha chiesto  maggiore libertà e flessibilità di lavoro per il rilancio dell’economia, richiesta che prevedere anche cambiamenti sulle pensioni, anche se l’Europa se ne dice da sempre contraria e anche se ultimamente ha aperto una procedura di infrazione nei confronti nel nostro Paese per le norme che permettono alle donne di andare in pensione prima e creerebbero discriminazioni di genere con gli uomini.  

Eppure i sistemi di cambiamento delle pensioni da sempre al vaglio dell’esecutivo italiano, da quota 100 a mini pensione, quota 101, 41, uno dei metodi in prova sarebbero proprio gli ideali per dare nuovo slancio al mercato del lavoro soprattutto giovanile e per accumulare nuovi risparmi nel lungo periodo, derivanti dalle penalizzazioni imposte da ciascuno a carico dei lavoratori che vorrebbero uscire prima. Tanto potrebbe derivare anche dal confronto tra Ministeri, in particolare tra quello del Lavoro che non si è ancora espresso sui risultati eventuali per i giovani della staffetta ibrida e quello dell’Economia che sembra aprire solo all’introduzione dell’assegno universale, esecutivo e Istituto di Previdenza che sostengono le misure proprio del progetto pensioni dell’Istituto, che dovrebbero però essere nuovamente discusse a partire dal prossimo anno, partiti politici, da Lega e M5S che rilanciano sulla quota 100, e il M5S anche sull’assegno universale, a Forza Italia che preme invece sull’aumento delle pensioni minime.  

Qualche ulteriore novità pensionistica potrebbe arrivare con il Milleproroghe che inizierà ad essere discusso dal prossimo gennaio, per poi essere definito entro febbraio, marzo e che, esattamente come accaduto lo scorso anno con la definizione dell’allora nuovo regime dei minimi e con la cancellazione delle penalità per chi avesse deciso di lasciare prima il lavoro, potrebbe prorogare o risolvere situazioni urgenti, rimaste in sospeso e insolute con il normale iter parlamentare, come la cancellazione delle ricongiunzioni onerose, o uno dei metodi in prova, tra una delle due versioni di quota 100, estensione delle norme per l’uscita prima anche per gli uomini, e assegno universale ma ognuno accompagnato dalla mini pensione, soprattutto se non si dovesse attuare da subito un piano formale messo a punto dall’esecutivo.

E, al momento, risulta particolarmente probabile che, dopo il nulla di fatto in tal senso adesso, nel Milleproroghe possano rientrare tali provvedimenti, soprattutto considerando che sarà definito alle soglie delle prossime elezioni amministrative, occasione che potrebbe rivelarsi importante per l’esecutivo per riconquistare consensi e fiducia che stanno sensibilmente calando ormai da tempo.

Nuove possibilità di cambiamentosarebbero ora probabili anche grazie alla proroga delle norme per l’uscita prima delle donne e alle risorse stanziate: si parla, infatti, di circa 2,5 miliardi di euro, che però dovrebbero avanzare e che quindi si potrebbero impiegare per successivi provvedimenti come un’ulteriore proroga dello stesso sistema o l’approvazione di uno dei metodi in prova, come paventato proprio per il Milleproroghe. E’ tuttavia difficile che nel passaggio a Palazzo Madama possa esserci qualche ulteriore cambiamento: tutto infatti dovrebbe essere approvato così come previsto a Montecitorio e arrivare al voto finale, possibilmente entro il 23 dicembre, prima della pausa natalizia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il