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Pensioni novità conseguenze impatto nomine Giudici Consulta rilevanti per quota 100, mini pensioni, assegno universale

Chi sono i tre giudici della Consulta e quali conseguenze potrebbe avere la loro nomina sulle novità pensioni: cosa c’è da sapere




Il Parlamento ha finalmente eletto i tre giudici della Corte Costituzionale: sono  Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti, indicati rispettivamente da Pd, M5s e centristi, un'elezione che si è rivelata particolarmente lunga e travagliata. E si tratta di una novità che certamente avrà influenza sulle discussioni previdenziali, considerando che la Consulta ha il potere di prendere decisioni che potrebbero rivelarsi fondamentali, come accaduti, per esempio, con la sentenza che la scorsa estate ha imposto all’esecutivo di rimborsare i pensionati che erano stati soggetti al blocco delle perequazioni automatiche. Ma vediamo chi sono questi tre nuovi giudici.

Augusto Barbera, giurista, accademico e politico, professore con esperienza come ricercatore in Germania, è stato Presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali, Vicepresidente della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, e Ministro per i Rapporti con il Parlamento nel Governo Ciampi, appoggerà i cambiamenti per le pensioni dell'esecutivo e, quindi, anche del progetto presentato dall’Istituto di Previdenza.

Franco Modugno, docente universitario e costituzionalista, risulta un personaggio particolarmente equilibrato, caratteristica che ha manifestato in diverse occasioni ed anche sulla controversa questione pensionistica non è espresso, anche se è tra quelle personalità che sostengono la necessità di cambiare l’attuale legge. E poi c’è Giulio Prosperetti, giuslavorista, professore e avvocato, che è stato giudice della Corte d'Appello della Città del Vaticano, è la persona che maggiormente sostiene una revisione delle pensioni soprattutto da un punto di vista assistenziale e di aiuto ed anche se non parla direttamente di assegno universale, è chiaro che sostenendo aiuto e assistenza, il suo orientamento sia proprio verso questa misura.

E’, inoltre, convinto che sia giusto che coloro che percepiscono pensioni più alte aiutino le più basse ed è favorevole ad una intera revisione del sistema, a partire dal ricalcolo contributivo. Ciò che emerge è che con la nuova Consulta si è cercato di trovare un accordo tra tutte le forze politiche anche per le pensioni, considerando che l’assegno universale è da sempre il fiore all’occhiello del M5S, così come il Pd ha approvato il fondo povertà che preannuncia secondo tanti lo stesso assegno universale. Più contrastante la posizione sulla quota 41, mentre si potrebbe trovare un accordo su un sistema di quota 100.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il