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Pensioni ultime notizie piani Ministeri, Forze Sociali, Esecutivo, Lega, M5S, Fi attuali quota 100, mini pensioni

Tutte le posizioni su novità pensioni e ulteriori cambiamenti da esecutivo, partiti, Istituto di Previdenza: il capitolo ancora aperto della questione previdenziale




Nell’attesa del voto finale sulle novità che dovrebbero entrare in vigore a partire da gennaio 2016, fissato  entro il 23 dicembre, le forze politiche continuano a rilanciare su cambiamenti pensioni che dovrebbero aggiungersi ai provvedimenti già approvati. Sono diverse tuttavia le posizioni, come riferiscono le ultime notizie, e mentre, infatti, Lega e M5S puntano sul piano di uscita con quota 100, che sembra essere stato dimenticato dal Partito Democratico invece, e il M5S rilancia anche e con forze sull’introduzione dell’assegno universale, meglio se per tutti, Forza Italia rilancia sulla necessità di aumentare le pensioni minime, portandole a mille euro circa. L’esecutivo intanto continua a discutere dei provvedimenti già approvati e sostiene le misure del progetto pensioni dell’Istituto di Previdenza.

Si spera che qualcosa in tal senso venga effettivamente realizzato anche se, come annunciato già da autorevoli esponenti dello stesso esecutivo nonché dal presidente dell’Istituto, tutto dovrebbe essere rimandato al prossimo anno. L’auspicio è che però questa soglia temporale venga rispettata anche perchè agire concretamente sulle pensioni cercando di soddisfare le richieste di tutti rappresenterebbe una mossa vincente per l’esecutivo stesso che riuscirebbe a recuperare consensi e fiducia che stanno calando lentamente.

Cinque in particolare i punti previsti dal progetto dell’Istituto di Previdenza: dall’introduzione dell'assegno universale per gli over 55 che si ritrovano senza lavoro e che dovrebbe essere di valore differente in base alla composizione del nucleo familiare; alla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo; all’armonizzazione dei diversi trattamenti pensionistici e introduzione del prelievo di solidarietà per coloro che percepiscono pensioni dai 3.500 euro in sù e stop ai vitalizi d'oro per i politici; all’uscita prima a 63 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi e penalizzazioni al massimo fino al 10% e pensione calcolata con metodo retributivo; e alla possibilità di continuare a versare i contributi anche una volta in pensione.

Se esecutivo e Istituto di Previdenza sembrano avere le idee chiare in tal senso, nessuna indicazione particolare arriva dai Ministeri, e mentre quello del Lavoro, con particolare riferimento alla staffetta, non ha ancora detto se effettivamente servirà per sostenere giovani e occupazione, il Ministero del Lavoro si è espresso solo sull’assegno universale, unica misura cui aprirebbe, non fosse altro che per adeguarsi al modello europeo, considerando che si tratta di una prestazione sociale già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei.

Hanno rilanciato, invece, sull'urgenza di cambiare effettivamente alcune norme dell'attuale legge pensioni le forze sociali, necessità rappresentata sia nell'ottica di un rilancio dell'occupazione giovanile, il cui tasso continua ad essere basso nel nostro Paese, sia per garantire soprattutto a determinate categorie di lavoratori, la possibilità di andare in pensione prima rispetto alla soglia oggi fissata e considerata molto rigida. Il delle forze sociali punta su una maggiore flessibilità in uscita, sulla proposta di uscita con quota 41, cioè pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica, sul potenziamento della previdenza complementare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il