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Pensioni ultime notizie con eliminazione speranza di vita per la prima volta quota 100, mini pensioni più fattibili

Proroga norme per andare in pensione prima per le donne prima vera correzione legge attuale: prospettive e cosa potrebbe significare in futuro




Le discussioni pensionistiche di questi mesi sono state intense e concentrate soprattutto sui cambiamenti da apportare all’attuale legge pensioni, considerata da tutti troppo rigida a causa dell’età che si fa sempre più elevata per l’uscita dal lavoro, soglia che spesso alcuni lavoratori, soprattutto determinate categorie, non riescono a raggiungere facilmente. La rigidità della legge in vigore dipende dagli aumenti costanti dell’età pensionabile legati al crescere dell’aspettativa di vita Istat.

Il principio è che vivendo di più si può anche lavorare di più, così dal primo gennaio 2016 proprio per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, l’età pensionabile salirà di quattro mesi, passando dai 66 anni e tre mesi richiesti oggi a 66 anni e sette mesi. Questo scatto si ripeterà ogni due anni, portando l’età pensionabile a salire di tre, quattro mesi, fino ad arrivare al primo gennaio 2021 quando l’età minima per il pensionamento per tutti non dovrà essere inferiore ai 67 anni, con un requisito minimo di 20 anni di contribuzione.

A modificare per la prima volta questo meccanismo è la proroga delle norme che permettono alle donne lavoratrici di andare in pensione prima: tra le novità approvate a Montecitorio, infatti,il rinvio di ulteriori tre mesi delle regole per l’uscita anticipata delle donne che potranno continuare ad andare in pensione prima, a 57 anni con 35 anni di contributi per le lavoratrici del settore pubblico, e a 58 anni per le autonome, accettando una propria pensione finale interamente calcolata con il metodo contributivo e penalizzazioni che arrivano intorno al 25, 30%, con la cancellazione dei tre mesi legati alla speranza di vita.

Proprio questa eliminazione rappresenta, anche se in maniera limitata, una prima correzione all’attuale legge che potrebbe aprire una nuova fase di discussione sulle pensioni: rappresentando, infatti, il primo vero cambiamento reale alle norme oggi in vigore è possibile che per evitare discriminazioni si continui a procedere sulla strada della revisione delle regole previdenziali attuale. Per non creare un precedente, infatti, si potrebbe pensare anche di estendere tale meccanismo anche agli uomini.

Del resto, l’Europa ha già aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese proprio a causa delle norme che permettono alle donne di andare in pensione prima, chiedendo all’Italia come mai le lavoratrici possano godere di questa possibilità a differenza degli uomini per cui non è previsto alcun anticipo, anticipando un trattamento discriminatorio. Ma l’Italia ha risposto che questo trattamento per le donne implica penalizzazioni, giustificazione che l’Europa non ha ritenuto soddisfacente, motivo per il quale adesso per evitare sanzioni o si cancellerà questo meccanismo o si dovrà allargare la platea dei beneficiari a tutti. Ciò significa che, se da una parte, tale proroga rappresenta certamente un fatto positivo perché per la prima volta interviene in maniera concreta sulle attuali norme, dall’altra rischia di dare il via a nuove infinite discussioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il