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Dpef, basta finanza creativa, impulso a investimenti

Il nuovo Documento di programmazione economico-finanziaria 2006-2009 disegnerà un piano di rientro del deficit italiano tale da non 'strangolare l'economia', ridare impulso agli investimenti e mettere fine alla cosmesi di bilancio



Il nuovo Documento di programmazione economico-finanziaria 2006-2009 disegnerà un piano di rientro del deficit italiano tale da non 'strangolare l'economia', ridare impulso agli investimenti e mettere fine alla cosmesi di bilancio.

Lo ha detto il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco in un'audizione alla Camera il giorno dopo la decisione della Commissione europea di aprire una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per deficit eccessivo.

'I tempi della finanza creativa sono finiti', ha detto il ministro alla commissione Ambiente di Montecitorio sul ruolo dell'Anas da un punto di vista contabile nella pubblica amministrazione.

'Il Paese deve smettere di fare le cose urgenti, ossia la cosmesi, lo 0,1-0,2 e fare le cose importanti: da un lato mettere a posto il sistema produttivo privato (tra cui le infrastrutture) e dall'altro la finanza pubblica ma senza guardare alla cosmesi di bilancio che tante energie ha fatto perdere'.

Ieri la commissione europea ha avviato la procedura nei confronti dell'Italia accusata di aver superato il valore di riferimento del 3% per il deficit/Pil nel 2003 e nel 2004.

La decisione dovrà essere convalidata dal Comitato economico e finanziario e poi, politicamente, dall'Ecofin del 12 luglio.

Siniscalco ha tentato anche oggi di ridimensionare l'iniziativa della Commissione osservando che con la rivisitazione del Patto di stabilità e crescita europeo si è passati da una gestione 'meccanicistica e annuale dei numeri che costituiscono i parametri (3% del Pil) a una valutazione più sistemica e di buon senso'.

'Se prima si doveva rientrare in un anno e laddove non lo si fosse fatto sarebbero scattate le raccomandazioni, adesso c'e la possibilità di una maggiore flessibilità per il rientro e si guarda a varibili che hanno maggiore significato economico come il saldo di bilancio corretto per il ciclo e al netto delle una tantum, che erano una droga per il bilancio pubblico. Fatte per stare sotto il 3% si pagavano con gli interessi negli anni successivi', ha detto il ministro.

'In ossequio all'idea di un piano di rientro che non strangoli l'economia e in ossequio all'idea che bisogna fare le cose importanti una delle linee direttrici del Dpef è di privilegiare le spese in conto capitale, cioè investimenti, infrastrutture, rispetto alle spese in conto corrente. E' difficile farlo ma è ovvio che vada fatto se no continueremo a distorcere il bilancio'.

Il governo dovrebbe presentare il Dpef entro maggio. Negli ultimi anni è stato presentato in luglio, dopo che il Tesoro è venuto a conoscenza dei dati sull'andamento dell'autotassazione.

In una intervista a La Stampa pubblicata oggi il commissario europeo per gli Affari Economici Joaquin Almunia ha detto che Siniscalco avrebbe intenzione di presentarlo entro la fine di giugno.

'Questo Paese deve fare un salto nella dotazione di infrastrutture, sia per motivi keynesiani di domanda aggregata, siamo in recessione: è il momento di dare spinta ai lavori pubblici. Sia e ancora più seriamente per motivi di offerta, di produttività, di capacità di lavorare. Nel quadro della globalizzazione abbiamo bisogno di attività complementari a quelle del Far East e non concorrenti e la prima delle attività complementari è proprio la dotazione infrastrutturale in grado di riceverle', ha detto Siniscalco.

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