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Pensioni ultime notizie prospettive e novità quota 100, mini pensioni, quota 41 fattibili a Palazzo Madama

Ultime tappe dell’approvazione delle novità dell’esecutivo che entreranno in vigore nel 2016: cosa prevedono e quali i possibili ulteriori cambiamenti




Dopo il via alle operazioni di voto su cambiamenti e novità proposte, lunedì tutto approda a Palazzo Madama ed entro il 23 dicembre, cioè prima della pausa natalizia, secondo quanto stabilito dal nuovo calendario, i lavori dovrebbero concludersi con la definizione ufficiale delle misure che entreranno in vigore a partire dal primo gennaio 2016. Nessuna modifica prevista, come confermano le ultime notizie, nel passaggio di provvedimenti a Palazzo Madama, per cui tutto dovrebbe essere approvato esattamente come uscito da Montecitorio, nonostante ci sarebbero ancora 600 milioni non sfruttati derivanti dalla clausola di emergenza.

Le misure positive approvate già per le pensioni e in vigore dal prossimo anno prevedono: l'anticipo dal 2017 al 2016 della detassazione per i pensionati over 75 fino a 8.000 euro all'anno; la proroga della cancellazione delle penalizzazioni, dal 2016, per precoci e usuranti che decidono di andare in pensione prima; la rivalutazione degli assegni pensionistici, seppur minima,indipendentemente dall’effetto dell’andamento negativo dei prezzi; la proroga di ulteriori tre mesi delle norme che permettono alle donne di uscire prima, con eliminazione, dunque, dell’aspettativa di vita; e l’estensione per tutto il 2016 dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori precari, il cosiddetto Dis Coll.

Ulteriori prospettive di novità positive potrebbero derivare proprio dalla proroga delle regole per permettere alle donne lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni con 35 anni di contributi per le lavoratrici del settore pubblico, e a 58 anni per le autonome, con calcolo della propria pensione finale esclusivamente con metodo contributivo e penalizzazioni intorno al 25, 30%, prima vera correzione, seppure limitata, della legge attuale e che, probabilmente, si chiederà di estendere anche agli uomini per evitare discriminazioni di genere e precedenti che portino magari al nascere di ricorsi continui.

E la speranza di agire in altri modi deriva dalle risorse, di circa 2,5 miliardi di euro, stanziate per tale proroga: secondo alcuni, infatti, si tratta di una cifra da cui avanzeranno soldi che potrebbero essere impiegati o per l’estensione anche agli uomini di questo sistema, o per un’ulteriore proroga dello stesso, o per l’approvazione di uno dei metodi in prova.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il