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Pensioni ultime notizie prospettive e novità dal Vertice Europeo dirette e indirette quota 100, mini pensioni, assegno universale

Nuove richieste dell’Italia all’Europa per maggiore libertà di azioni e definizione novità anche per le pensioni: posizione Europa e situazione attuale




I grandi d’Europa protagonisti di un nuovo vertice in cui l’Italia continua a chiedere maggiore flessibilità e libertà di definizione delle novità che possano rilanciare occupazione ed economia. Nonostante le ultime notizie riferiscano di controversie sul tema dei migranti e della concessione dei fondi extra deficit al nostro Paese, sospesi fino alla prossima primavera, quando l’Europa tornerà a valutare le misure approvate dall’esecutivo per il 2016 e il loro eventuale impatto, ma che l’esecutivo italiano potrebbe anche decidere di impiegare subito, l’Italia ha sempre rispettato quanto imposto dall’Europa ed è per questo che insiste sulla possibilità di avere ulteriori margini di possibilità di cambiamento.

Anche se continua a non emergere una reale volontà di cambiamento delle pensioni da parte dell’esecutivo italiano, forse perché non si ha ancora il coraggio di intervenire su una legge che comunque è l’unica capace di garantire sostenibilità finanziaria al nostro Paese nonché ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021, quando l’età pensionabile dovrebbe essere a regime uguale per tutti, uomini e donne, e l’Europa si è sempre detto contraria a cambiamenti pensionistici, particolarmente attenta più alla tenuta dei conti pubblici, è anche vero che le novità proposte sono proprio quelle che riuscirebbero a rilanciare l’economia in generale.

E lo farebbero in due modi: permettendo un rilancio dell’occupazione giovanile attraverso i prepensionamenti dei lavoratori più anziani, e riuscendo ad accumulare nuovi risparmi dalle penalizzazioni imposte da ogni sistema al vaglio a carico del lavoratore che decide di lasciare prima il lavoro. Ma l’Europa non riesce a vedere ancora questi vantaggi e, recentemente, ha chiesto al nostro Paese anche cambiamenti negativi, aprendo una nuova procedura di infrazione a causa del contributivo donna che permette di andare in pensione prima alle lavoratrici del settore privato e alle donne statali, che possono lasciare il lavoro prima rispetto agli uomini, sempre con penalizzazioni. L'Europa ha chiesto all'Italia perchè le donne devono avere la possibilità di andare in pensione prima e gli uomini no e l'Italia ha risposto giustificando l'esistenza di penalizzazioni per chi decide di uscire prima.

L'Europa, però, ha ritenuto tali motivazioni inefficienti e, per evitare sanzioni, il nostro Paese dovrebbe abolire completamente il contributivo donna per i prossimi anni (come sembra che farà) e sistemare anche la questione delle lavoratrici statali; o estendere il contributivo donna anche agli uomini, ipotesi che sembra al momento piuttosto difficile; o inserire accanto al contributivo donna nuovi sistemi di uscita prima per tutti per evitare discriminazioni.

In Italia, però, il sistema previdenziale risulta il più rigido d'Europa, sia per requisiti di uscita, sia per il basso valore degli assegni mensili, e, considerando che le pensioni sono fondamentali per l'economia e il rilancio dell'occupazione, l’Europa dovrebbe intervenire con leggi comunitarie per tutti i Paesi. questo cammino forse è già iniziato con i lavori volti ad eliminare il divario pensionistico esistente tra uomo e donna, promuovendo maggiore flessibilità negli orari di lavoro, garantendo nuovi servizi per genitori-lavoratori e ai prestatori di cure assistenziali, e cancellando i disincentivi economici e fiscali all'ingresso delle donne nel mondo del lavoro. La giusta mossa sarebbe, però, andare oltre determinate strategie e definire normative per regolare le diverse situazioni, partendo dall’assegno universale, già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi Europei, cui ha aperto anche il ministro dell’Economia italiano, parlando di un'assicurazione comune contro la disoccupazione nella zona euro, 'progresso verso la solidarietà'.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il