BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Banche a rischio, commissariate e con indici bassi di sicurezza e migliori in Italia: classifica aggiornata 2015-2016

Prima di affidare i propri risparmi a una banca o effettuare investimenti grande e piccoli, occorre alcune importanti precauzioni.




I recenti scandali bancari saranno forse utili per fare chiarezza sulle banche a rischio e sulle banche sicure per aiutare i risparmiatori a orientarsi al meglio sulle scelte di investimento. Attualmente sotto la lente di ingrandimento della Banca d'Italia ci sono l'Istituto per il Credito Sportivo, Banca di Credito Cooperativo Irpina, Cassa di Risparmio di Loreto, Banca Padovana Credito Cooperativo, Cassa Rurale di Folgaria Banca di Credito Cooperativo, Banca Popolare delle Province Calabre, Banca di Cascina Credito Cooperativo, Banca di Credito Cooperativo Banca Brutia e Banca di Credito Cooperativo di Terra d'Otranto.

Proprio ieri, sul suo sito Internet, Banca d'Italia ha risposto alle dieci domande dei risparmiatori sul decreto salva banche. I chiarimenti vanno dai contratti stipulati dagli obbligazionisti all'aumento di capitale delle quattro banche ("gli azionisti erano pronti a sottoscriverlo, perché non l'avete permesso"?) fino ai dubbi sulla mancanza di trasparenza. Uno degli aspetti a cui prestare attenzione è il rating ovvero il grado di affidabilità dell'impresa utilizzato per valutare il grado di rischio di titoli finanziari

Lo stesso Ignazio Visco, governatore di Banca d'Italia, è intervenuto ieri su Rai Tre, ospite della trasmissione Che tempo che fa: Bankitalia è una istituzione molto seria che lavora per la collettività e continuerà a farlo - ha detto Visco - per la sicurezza dei risparmi italiani. Bisogna aiutare - ha spiegato in riferimento al caso degli obbligazionisti delle quattro banche coinvolte nel decreto che hanno perso i loro risparmi - a non prendere rischi eccessivi e a far capire che gli investimenti con rischi non sono da evitare e possono dare buoni risultati, ma bisogna essere equilibrati".

Un altro aspetto da migliorare è senza dubbio quella della maggiore consapevolezza, che passa dall'accrescimento della conoscenza. A tal proposito, appare interessante il rapporto sul livello di alfabetizzazione finanziaria misurato in 148 Paesi dal gruppo statunitense McGraw-Hill attraverso un questionario. Solo il 37% degli italiani ha risposto correttamente ad almeno tre domande su quattro. Un risultato inferiore agli abitanti della Costa d'Avorio mentre gli spagnoli a rispondere correttamente sono stati il 49%; i francesi il 54%; i tedeschi il 66% e gli inglesi il 67%.

Dai dati emerge che il nostro Paese, uno dei più dotati di risparmio privato al mondo è, per paradosso, uno dei più poveri in educazione e cultura finanziaria. In Italia, la ricchezza finanziaria delle famiglie, nel 2013, vale quasi 4.000 miliardi di euro e rappresenta un multiplo del reddito molto più elevato di quanto accada in Germania o in Francia.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il