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Pensioni ultime notizie indicazioni e novità attuali indirizzano meno verso quota 100, mini pensioni e più assegno universale

Assegno universale, anticipato da fondo povertà, sembra ancora cambiamento privilegiato rispetto a metodi uscita prima: la situazione attuale




Dopo proroga di ulteriori tre mesi delle norme che permettono alle donne lavoratrici di andare in pensione prima, aumento della detassazione a 8mila euro per i pensionati over 75 già dal prossimo 2016 e staffetta ibrida così come già approvata dall'esecutivo, è difficile che in questi ultimi giorni di discussione sulle novità in vigore dal prossimo 2016 possano rientrare ulteriori cambiamenti pensionistici. Ma qualcosa di positivo potrebbe prospettarsi per l’introduzione dell’assegno universale. Le ultime notizie hanno confermato che tra le misure approvate, considerate positive, vi è anche quel fondo povertà che, a detta di molti, anticipa proprio l’assegno universale.

Si tratta, infatti, di un bonus, del valore però irrisorio, circa 80-120 euro, da destinare alle famiglie che si ritrovano più in difficoltà e con un Isee di 3mila euro. Molti hanno ritenuto che si tratti di una misura decisamente poco efficace considerando la cifra che garantisce ad ognuno, che non è certo tale da migliorare lo stile di vita, e la platea di beneficiari, decisamente ristretta, cui è destinato. Nonostante sia particolarmente limitato, nella sua impostazione questo fondo preannuncia l’assegno universale, unica misura su cui da sempre si dice, tra l’altro, favorevole l’Unione europea e cui ha aperto anche il ministro dell’Economia, soprattutto per adeguarsi al modello europeo, visto che si tratta di una prestazione sociale già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei.

Il ministro dell’Economia parla, infatti, di questo progetto come piano da realizzare in tutta Europa per assicurare solidarietà e anche il ministro del Lavoro lo sostiene, ma modulato in maniera differente. Seguendo l’impostazione data dal presidente dell’Istituto, che aveva parlato dell’erogazione dell’assegno universale agli over 55 che si ritrovano in grosse difficoltà a seguito della perdita del lavoro e che ancora non possono andare in pensione perché ben lontani dai requisiti necessari richiesti, il ministro del Lavoro vorrebbe limitare la platea dei beneficiari agli over 55 che perdono il lavoro ma che dimostrano di essere alla concreta ricerca di un altro impiego e limitato per due anni.

Un prestazione sociale, dunque, anticipata dalla novità della carta da destinare alle famiglie meno abbienti già approvata e che servirebbe per dare ulteriore sicurezza e fiducia ai cittadini. Ma se da una parte l’assegno universale può dare sicurezza perché garantirebbe comunque un’entrata per le famiglie in difficoltà, anche cambiamenti come quota 100, mini pensione, o uno dei metodi in prova potrebbero rappresentare una sicurezza, giacchè si tratta di sistemi che contribuirebbero a rilanciare l’economia attraverso il ricambio generazionale tra i lavoratori più anziani, che avrebbero possibilità di andare in pensione prima, e lavoratori più giovani che avrebbero nuove possibilità di ingresso nel mondo del lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il