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Pensioni novità approvate finali e le prospettive che si aprono riforma pensioni: ultime mercoledì oggi

Ultime notizie ad oggi tra conseguenze novità pensioni dopo proroga norme per uscita prima delle donne, aliquota mini Iva e sua applicazione e città dove si vie meglio in Italia




Staffetta ibrida, anticipo al 2016 della detassazione fino a 8mila per i pensionati over 75, ma anche proroga di ulteriori tre mesi per le norme che permettono di andare in pensione prima alle donne lavoratrici le novità pensioni approvate per il 2016 e conseguenze proroga norma per le donne per le pensioni in generale. Bolzano e Milano, secondo le ultime notizie, sono le città italiane in cui si vive meglio, mentre Reggio Calabria è ultima in classifica.

Pensioni quota 100, mini pensioni: Staffetta ibrida così come già approvata dall’esecutivo, anticipo al 2016 della detassazione fino a 8mila per i pensionati over 75, ma anche proroga di ulteriori tre mesi per le norme che permettono di andare in pensione prima alle donne lavoratrici. Le ultime notizie confermano l’abolizione dei tre mesi di aspettativa di vita per le richieste di uscita anticipata delle donne per quest’anno. L’aspettativa di vita rappresenta la caratteristica essenziale della legge pensioni attuale, e che tanto si vuole cambiare, perché è proprio il principio che rende tanto rigide le norme in vigore, In base, infatti, all’andamento dell’aspettativa di vita, cresce l’età di uscita dal lavoro secondo il principio che più si vive più si può lavorare. L’attuale legge prevede uno scatto in avanti di tre, quattro mesi, ogni due anni e, per esempio, dal primo gennaio 2016 proprio per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita l’età pensionabile salirà di quattro mesi, passando dai 66 anni e tre mesi richiesti oggi per lasciare il lavoro, a 66 anni e sette mesi. Si tratta di uno scatto che si ripeterà ogni due anni, portando l’età pensionabile a salire di tre, quattro mesi, fino ad arrivare al primo gennaio 2021 quando l’età minima per il pensionamento per tutti non dovrà essere inferiore ai 67 anni, con un requisito minimo di 20 anni di contribuzione. Tra le novità approvate a Montecitorio, la proroga delle norme per permettere al mondo femminile di andare in pensione prima, a 57 anni con 35 anni di contributi per le lavoratrici del settore pubblico, e a 58 anni per le autonome, accettando di calcolare la propria pensione finale con il metodo contributivo, e non più con il vantaggioso retributivo, e penalizzazioni decisamente elevate, intorno al 25, 30%, con la cancellazione dei tre mesi legati alla speranza di vita e questa rappresenta, anche se in maniera limitata, una prima correzione all’attuale legge che potrebbe aprire una nuova fase e creare un precedente, anche in riferimento ai requisiti di uscita degli uomini. La proroga delle norme per l’uscita prima per le donne se, da una parte,potrebbe rappresentare finalmente una reale correzione della legge attuale che potrebbe essere vista come primo passo verso ulteriori modifiche, dall’altra, potrebbe scatenare una serie di problemi per cui si potrebbe discutere decisamente a lungo. Di certo c’è che, secondo le stime, dalla somma stanziata, circa 2,5 miliardi, dovrebbero avanzare risorse che potrebbero essere più in la utilizzate o per un’ulteriore proroga di tale meccanismo per le donne, anche se andrebbe contro la procedura di infrazione aperta dall’Europa nei confronti dell’Italia che non permette anche agli uomini tale possibilità, o per l’approvazione di uno dei metodi in prova proposti qualche tempo fa tra le due versioni di quota 100, estensione delle regole di uscita prima anche agli uomini e assegno universale, tutti accompagnati dalla mini pensione.

Riforma mini Iva: L'aliquota mini-Iva del 5% per i servizi socio-sanitario-assistenziali resi dalle cooperative sociali, oggi soggetti all’aliquota del 4%, si applicherà sia alle prestazioni effettuate in base a contratti d’appalto o convenzioni, come previsto inizialmente dall’esecutivo, sia a quelle erogate direttamente alle persone appartenenti alle categorie protette. La disposizione originaria è stata infatti così ampliata nel corso dei lavori parlamentari, attraverso un emendamento correttivo. L’aliquota nuova vale dunque anche per le prestazioni rese da cooperative sociali e loro consorzi direttamente nei di anziani ed inabili adulti, tossicodipendenti e malati di Aids, handicappati psicofisici, minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone detenute,  donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo.


Qualità Vita: Bolzano e Milano le città in cui si vive meglio in Italia, ultima Reggio Calabria secondo l’ultima classifica del Sole. Secondo la classifica 'Qualità della vita', Bolzano è la provincia in cui si vive meglio, Reggio Calabria peggio; Milano è in seconda posizione e Roma crolla inesorabilmente al 16esimo post, perdendo quattro posizioni rispetto alla classifica dell’anno scorso. Giunta alla 26esima edizione, l'indagine mette a confronto la vivibilità delle province italiane rispetto a sei aree tematiche (Servizi/Ambiente/Salute, Popolazione, Ordine pubblico, Tempo libero, Tenore di vita, Affari e lavoro) per totali 36 indicatori. Quest'anno le province considerate sono salite da 107 a 110 (incluse Bat, Fermo e Monza Brianza). Bolzano è tornata in vetta per la quinta volta in 26 anni (dopo 2012, 2010, 2001 e 1995). Tra i suoi punti di forza: nelle prime due macroaree Tenore di vita e Affari e lavoro eccelle ad esempio nel tasso di occupazione (71% contro una media del 56%), nella quota di crediti in sofferenza (solo 5,7%, ossia meno di un terzo rispetto al valore medio), nei consumi (2.660 euro per famiglia, 700 in più della media). Buoni risultati anche in Popolazione, in particola per l'indice di vecchiaia e la speranza di vita e nel Tempo libero, dove è prima per presenze agli spettacoli e nella top ten per sport e spesa dei turisti stranieri.

Riforma pagamenti Agenzia Entrate: L'Agenzia delle Entrate lancia una nuova app per smartphone e tablet che consente di effettuare tutte le classiche operazioni solite che si effettuano pressi gli uffici delle Entrate anche via web, come chiedere abilitazioni per Fisconline ed Entratel o, per chi ha già il suo Pin, consultare le informazioni contenute nel proprio cassetto fiscale, come i versamenti effettuati tramite modello F24 e le dichiarazioni fiscali presentate, o accedere a una serie di funzioni utili come il cambio password e il recupero password iniziale. La nuova app delle Entrate può essere scaricata da tutti coloro che hanno un dispositivo dotato di uno qualunque dei sistemi operativi sviluppati da Apple (Ios), Google (Android) e Microsoft (Windows Phone).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il