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Imu e Tasi 2016 prima casa, terreni agricoli, seconda casa, affitto inquilini e proprietari. Tutte le regole ufficiali

Dal 2016 non si pagheranno l'Imu e la Tasi sulla prima casa. Previste ulteriori agevolazioni rispetto a quelle in vigore quest'anno.




Cancellata per 19 milioni di italiani la Tasi sulla prima casa. La novità entra in vigore nel 2016. Si tratta di uno sconto, in cui sono coinvolte anche le abitazioni assegnate all'ex coniuge e quelle a un parente disabile entro il secondo grado, che vale 3,7 miliardi di euri e comprende anche i terreni agricoli e gli imbullonati ovvero i macchinari ancorati al terreno. Confermata la cancellazione dell'Imu sulle prime case, tranne quelle signorili e di lusso, ma con alcune aggiunte. Sarà possibile cancellare il 50% dell'imposta anche per la seconda casa data in comodato a figli o genitori ovvero ai parenti di primo grado, ma con due condizioni: il comodato dovrà essere registrato e si dovrà possedere al massimo una prima casa oltre quella data al parente.

Per chi le imposte dovrà continuare a pagarle, con la solita cadenza semestrale (a giugno l'acconto e a dicembre il saldo), i codici tributo Imu da indicare nel modello F24, da presentare in banca o alle Poste, sono 3912 per abitazione principale e pertinenze (solo categorie catastali A1, A8 e A9), 3914 per terreni, 3916 per aree fabbricabili, 3918 per altri fabbricati, 3925 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, allo Stato, 3930 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, al Comune. Quelli Tasi sono 3958 su abitazione principale e pertinenze, 3959 su fabbricati rurali strumentali, 3960 su aree fabbricabili, 3961 su altri fabbricati.

La Tasi, si ricorda, è la tariffa sui servizi indivisibili, richiesta dai comuni per sostenere le spese come l'illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la sicurezza e l'anagrafe. Sono tenuti a versarla i proprietari di fabbricati, compresa l'abitazione principale ovvero quella dove si ha la residenza anagrafica e si dimora abitualmente e di aree edificabili, indipendentemente dall'uso al quale sono adibiti.

Questi sono anche i giorni del ravvedimento per gli omessi pagamenti del saldo Imu e Tasi. Quello sprint, che è scaduto il 30 dicembre 2015 applicabile per i primi 14 giorni dopo l'omesso o insufficiente versamento prevede una sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo. Dal 2016, invece, questo sarà soggetto alla sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo. Per gli omessi pagamenti del saldo Imu e Tasi, la sanatoria, tramite ravvedimento operoso, dal primo gennaio 2016 al 15 gennaio 2016, costerà una sanzione dell'1,5% e non più del 3% come accade quest'anno. Per il ravvedimento dal 16 gennaio 2016, fino al 16 marzo 2016 si dovrà applicare una sanzione non più del 3,34% ma dell'1,67%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il