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Pensioni novità importanti e recenti che sostengono nuovi sistemi per uscire prima, riforma: novità oggi mercoledì

Le decisioni di questi giorni aprono a novità per le pensioni pur da prendere con la massima cautela, mentre vi è una riforma per RCS importante così come per i contradditori




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 9:49 23 Dicembre): Per i cambiamenti e le novità per le pensioni, la cancellazione di alcune norme fatta per la prima volta e la disponibilità di fondi già stanziati sono i due punti fondamentali che abbiamo visto sotto e che emergono dalle ultime notizie e ultimissime. E' da chiarire, comunque, che si tratterebbe di metodi per uscire prima di prova sempre che non si decida di iniziaeìre davvero i lavori per una riforma organica che al momento è stata annunciata, ma non si sa se e quando sarà realizzata e anzi vi sono diversi dubbi che possa iniziare davvero nei prossimi mesi, mentre lo scenario proposto su questa pagina potrebbe essere realistico a partire già nei primi tre-cinque mesi in arrivo.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 19,47 oggi martedì 22 Dicembre): Il secondo elemento per poter ipotizzare delle novità per le pensioni importanti per uscire prima è dato dai fondi che indirettamente sono stati messi a disposizione. Infatti, per le lavoratrici il fondo è di circa due miliardi e mezzo ed è chiaramente troppo per alcune decine di migliaia di lavoratrici. Basti pensare che per l'unico metodo di prova appena fatto passare le coperture sono poco meno di 200 milioni. Quindi, è possibile che molto prima del previsto si stanzino i soldi per altre forme che già si erano ipotizzate nell'iter attuale appena concluso.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 15:22 oggi martedì 22 Dicembre):  Il primo elemento positivo per le novità sulle pensioni per pensare che si possano introdurre dei metodi e nuovi sistemi per uscire prima è dato dal fatto che per la prima volta, mai avvenuto storicamente sono state eliminate le sparenze di vita quando si è rivisto il sistema di usciti prima per le lavoratrici. E' la prima volta, mai nemmeno per i docenti era stato fatto, pur trattandosi di un grave e pacchiano errore che si doveva solo risolvere. Certo, le aspettative di vita faranno peggiorare la situazione nei prossimi mesi ma è è proprio questo uno dei meccanismo fondamentali da rivedere. E che sia avvenuto per la prima volta è un segnale importante.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 9:12 oggi martedì 22 Dicembre): Si aprono nuove prospettive per le novità sulle pensioni dopo le recenti decisioni nonostante le difficoltà e i dubbi, è bene sottolinearlo, non mancano. E le ultime notizie e ultimissime sono un insieme di conferme e smentite su cosa potrà accadere in futuro. I pro e contro anche recentissimi che si sono aperti in questi giorni li abbiamo visti nel paragrafo dedicato sotto.

Dopo l’approvazione delle novità pensioni passate, ci si chiede quali saranno le prospettive di lavoro e novità previdenziali per i prossimi mesi, soprattutto in vista delle elezioni amministrative 2016. Rc presenta nuovo piano industriale 2016-2018, mentre sono ancora nulle le ultime notizie sulla questione carceraria e la discussione delle misure di indulto e amnistia.

Pensioni: Dopo l’approvazione di novità come cancellazione dell’aspettativa di vita dei tre mesi per la proroga delle norme che permettono l’accesso alla pensione prima alle donne lavoratrici, la staffetta ibrida, ma senza alcun miglioramento richiesto, e l’entrata in vigore della no tax area per i pensionati over 75 anticipata al 2016, nuove prospettive di definizione di soluzioni universali per le pensioni potrebbero aprirsi per il prossimo anno. Del resto, secondo le recenti affermazioni del viceministro del’Economia al momento non c’è ancora la volontà politica di agire sulle pensioni e lo dimostrano le bocciature di ogni cambiamento proposto che si sono susseguite nei giorni scorsi. Nuove prospettive potrebbero aprirsi anche per la staffetta ibrida, al momento confermata così come approvata inizialmente dall’esecutivo e con i tanti dubbi sulla sua convenienza, dubbi che potrebbero essere risolti quando sarà in vigore la staffetta per capire se servirà o meno. Nulla è stato fatto al momento nemmeno sui nuovi metodi in prova che, invece, avrebbero potuto essere più vantaggiosi di altre misure approvate, come il fondo povertà; né sulla legge delega, che sarebbe stata fondamentale per dimostrare ai cittadini l’impegno dell’esecutivo di voler effettivamente agire sulle pensioni; e sulla spending review da cui si sarebbero potute recuperare quelle risorse economiche necessarie per agire sulle pensioni, considerando che i fondi disponibili sono stati destinati ad altri provvedimenti, come il bonus cultura per i giovani, che l’esecutivo continua a considerare prioritari rispetto alle pensioni. L'unica cosa positiva è che c’è stato un primo passo verso il rilancio del welfare e dell’assegno universale con l’istituzione del fondo povertà, anche se non si tratta di una misura che risolve il problema della disoccupazione, con conseguente rilancio dell’economica. Inoltre, per la prima volta, con la proroga delle norme di uscita prima per le donne, c’è stata una vera correzione alla legge attuale, considerata l’abolizione dell’aspettativa di vita che è parte fondamentale della legge stessa, e che si spera possa essere strada per aprire a ulteriori modifiche dell’attuale legge. Nuovi spiragli potrebbero aprirsi anche se avanzassero risorse dalla somma stanziata per la proroga delle regole per l’uscita prima delle donne, circa 2,5 miliardi di euro, da usare o per un’ulteriore proroga dello stesso meccanismo o per l’attuazione di uno dei metodi in prova. Al momento, però, non vi è alcuna certezza per i prossimi mesi nonostante ci si avvii alle elezioni amministrative 2016 che dovrebbero rappresentare una spinta per l’esecutivo a riprendere la discussione sulle pensioni, tema caro ai cittadini, e che permetterebbe di recuperare consensi e fiducia.

Riforma Rcs: Rcs vola a Piazza Affari dopo la presentazione del piano industriale 2016-2018, che prevede efficienze per 60 milioni al 2018 e tagli al costo lavoro per 15 milioni. Il nuovo piano industriale 2016-2018, che si basa su una forte riduzione dei costi, sullo sviluppo internazionale (sport e lingua spagnola) e su nuove forme di monetizzazione e nuovi contenuti per nuove audience, stima una crescita media dell’1,5% dei ricavi, efficienze nette per 60 milioni di euro, il raddoppio dell’Ebitda, un risultato netto e un cash flow positivo fin dal primo anno (2016), in costante miglioramento e una riduzione del rapporto debuto/Ebitda a circa 2x (4x in 2016). Il nuovo piano di Rcs prevede inoltre il rafforzamento e l’integrazione della piattaforma tecnologica per abilitare la trasformazione digitale, razionalizzare costi e investimenti, sviluppare sinergie e nuove opportunità di ricavo. Laura Cioli, amministratore delegato di Rcs, ha spiegato che “Non si tratta di andare verso il digitale, ma oltre il digitale. Il digitale è importante, ma è solo uno dei pezzi, c’è molto altro che possiamo fare”.

Indulto e amnistia: Regna ancora il silenzio sulle misure di indulto e amnistia per cui ogni discussione sarà certamente rimandata ai prossimi mesi. Probabilmente anche per allora non sarà facile riuscire a chiudere la questione dell’emergenza carceraria considerando che né il premier né il ministro della Giustizia sono favorevoli all’approvazione delle misure di clemenza e lo ha dimostrato anche l’appello, rimasto inascoltato, di Papa Francesco per una ‘grande amnistia’ in occasione del Giubileo della Misericordia,  

Riforma contraddittori: Il contraddittorio non è obbligatorio in sede di accertamento fiscale prima dell’emissione dell’atto, a meno che non sia espressamente previsto per legge. Si tratta, infatti, di un principio applicabile solo ai tributi cosiddetti ‘armonizzati’. Per essere nullo il provvedimento, è necessario che il contribuente dimostri che in tale sede avrebbe concretamente potuto produrre elementi difensivi. Dunque, per  tributi ‘non armonizzati’ non esiste un obbligo generalizzato, a meno che non sia espressamente previsto dal legislatore, mentre per i tributi armonizzati, la norma va interpretata secondo i principi comunitari e pertanto l’amministrazione deve convocare il contribuente prima dell’emissione dell'atto.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il