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Pensioni ultime notizie quali sono le novitÓ realmente fattibili dopo gli ultimi accadimenti

Sta per chiudersi un ennesimo anno di minimi cambiamenti per le pensioni, ma dopo le novitÓ approvate quali ulteriori possibili cambiamenti si prospettano per i prossimi mesi, tra metodi in prova e assegno universale.




Dopo le novità pensioni passate, dall’anticipo dal 2017 al 2016 della no tax area per i pensionati over 75 fino a 8.000 euro all'anno; alla rivalutazione degli assegni pensionistici, seppur minima,indipendentemente dall’effetto dell’andamento negativo dei prezzi; alla prorogata della cancellazione delle penalizzazioni, dal 2016, per precoci e usuranti che decidono di andare in pensione prima; alla prorogato di ulteriori tre mesi delle norme che permettono alle lavoratrici di andare in pensione prima con cancellazione dei mesi di aspettativa di vita; all’estensione per tutto il 2016 dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori precari, il cosiddetto Dis Coll, ci si avvia ad una nuova fase di discussione di ulteriori cambiamenti da attuare, molto probabilmente nei prossimi mesi ormai.

Si tratta di un limite temporale confermato anche dalle ultime notizie che riportano le recenti affermazioni del viceministro del’Economia che ha chiaramente detto come in questo momento non ci sia la volontà politica di agire sulle pensioni e a dimostrarlo ci sono state le tante bocciature dei cambiamenti presenti in queste settimane. Quando si tornerà dunque a parlare nuovamente di pensioni, si potrebbero aprire nuove prospettive per la staffetta ibrida, da migliorare, e, si spera, per i metodi in prova proposti per cui al momento non è stato fatto nulla.

Nulla nemmeno sulla legge delega, che sarebbe stata fondamentale per dimostrare ai cittadini l’impegno dell’esecutivo di voler effettivamente agire sulle pensioni; e sulla spending review da cui si sarebbero potute recuperare quelle risorse economiche necessarie per agire sulle pensioni, considerando che i fondi disponibili sono stati destinati ad altri provvedimenti, come il bonus cultura per i giovani, che l’esecutivo continua a considerare prioritari rispetto alle pensioni.

L'unica cosa positiva è stato un primo passo verso il rilancio del welfare e dell’assegno universale, con l’istituzione del fondo povertà che secondo tanti anticipa l’assegno universale, anche se si tratta di una misura minima e che non risolve il problema della disoccupazione. Potrebbe aprire nuove speranze di cambiamento anche la proroga delle norme di uscita prima per le donne, proroga che rappresenta la prima vera correzione alla legge attuale, visto che cancella l’aspettativa di vita, parte fondamentale della legge stessa. Secondo tanti, infatti, la cifra stanziata di circa 2,5 miliardi di euro sarebbe elevata per cui la parte avanzante potrebbe essere rimessa in discussione o per un’ulteriore proroga dello stesso meccanismo o per l’approvazione di uno dei metodi in prova, ma anche per migliorare la staffetta o portare finalmente all’assegno universale.

Anche il ministro dell’Economia ha aperto a quest’ultima possibilità come piano da realizzare in tutta Europa per assicurare solidarietà, ma anche per adeguarsi al modello europeo, visto che si tratta di una prestazione sociale che già esiste in quasi tutti gli altri Paesi europei. Se, però, da una parte l’assegno universale può dare sicurezza perché garantirebbe comunque un’entrata per le famiglie in difficoltà, più convenienti sarebbero certamente quei meccanismi di prepensionamento che avrebbero il duplice vantaggio di rilanciare l’occupazione giovanile e di permettere di accumulare risparmi nel lungo periodo, derivanti dalle penalizzazioni imposte da ogni sistema a carico del lavoratore.

Nell’attesa del voto finale, però, le diverse forze politiche continuano a rilanciare su ulteriori cambiamenti per le pensioni e mentre Lega e M5S puntano su piano di uscita con quota 100, e il M5S sul suo assegno universale, Forza Italia rilancia sulla necessità di aumentare le pensioni minime, portandole almeno a 800, mille euro, mentre le forze sociali continuano a spingere su provvedimenti per anticipare per tutti l'uscita dal lavoro e dare nuova spinta al mercato del lavoro, soprattutto giovanile; e, per i lavoratori usuranti e precoci, sulla quota 41, cioè pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il