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Pensioni ultime notizie tra le novità decise cosa manca davvero oltre quota 100, quota 41, mini pensioni

Nonostante le misure approvate per le nuove pensioni 2016, mancano ancora tanti cambiamenti importanti: le ultime novità e speranze per prossimi mesi




Manca l’approvazione di sistemi di prepensionamento per tutti, mancano soluzioni ad hoc, come la quota 100, per precoci e usuranti, mancano soluzioni per i dimenticati quota 96, manca soprattutto la legge delega, cosa che fa preoccupare davvero tutto e tutti, considerando che, così come già fatto per riforma della P.A., del Lavoro e della Scuola, sarebbe servita per fissare tempi certi di ripresa delle discussioni previdenziali volti alla definizione di soluzioni concrete e universali. Le novità però ad oggi sono decisamente minime e le ultime notizie su possibili prospettive positive ancora decisamente confuse.

Dopo il via libera, infatti, all'anticipo dal 2017 al 2016 della no tax area per i pensionati over 75 fino a 8.000 euro all'anno; alla rivalutazione degli assegni pensionistici, seppur minima; alla proroga al 2016 della cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima; e alla prorogato di ulteriori tre mesi delle norme che consentono alle donne di lasciare prima il lavoro, nulla è stato fatto né per l’assegno universale tanto richiesto né per uno dei metodi in prova, né tanto meno per il miglioramento della staffetta ibrida che così come modulata oggi non dovrebbe essere poi così vantaggiosa né per lavoratori né per le imprese.

Nuove prospettive di cambiamento in tal senso potrebbero aprirsi nei prossimi mesi con eventuali risorse avanzanti dal fondo di 2,5 miliardi di euro stanziato proprio per la proroga delle norme per l’uscita prima delle donne. E’ possibile infatti che resteranno soldi che si potrebbero impiegare proprio per approvare uno dei metodi in prova o per prorogare ulteriormente questo meccanismo per le donne o per migliorare la staffetta, a seconda dei risultati che si raggiungeranno.

Per quanto riguarda i metodi in prova, prevedono innanzitutto le due versioni di quota 100, e cioè un sistema di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e uscita con quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100. Si passa poi alla possibilità di estendere anche agli uomini le norme che permettono alle donne di andare in pensione prima, anche questo sistema accompagnato da una mini pensione per rendere meno pesanti le penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di uscire prima, che si aggirano sul 25, 30%.

L’altro metodo prevede, infine, l’erogazione dell'assegno universale con la mini pensioni: in questo caso, il lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale può uscire prima percependo un assegno lordo di circa mille euro, erogato, però, sotto forma di prestito, per cui, maturati i requisiti pensionistici vigenti, dovrà restituire parte di quanto percepito. La scelta migliore sarebbe estendere le norme per le donne anche agli uomini in modo da non rischiare ulteriori procedure di infrazione da parte dell’Europa per un trattamento discriminatorio di genere, cioè tra donne che possono uscire prima e uomini che non hanno tale possibilità.

La cosa positiva è che però è stata applicata la prima vera correzione alla legge attuale con la cancellazione dell’aspettativa di vita per l’uscita delle donne il che potrebbe aprire la strada ad altre modifiche concrete delle norme attuali. Di certo, però, c’è che al momento si preferito capire come agire prima eventualmente con l’assegno universale, vista l’istituzione del fondo povertà che, secondo molti, anticipa proprio l’assegno, piuttosto che privilegiare i metodi in prova per le pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il