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Pensioni ultime notizie tanti ostacoli seppur si aprono novità concrete per quota 100, quota 41, mini pensioni

Quali ulteriori novità pensioni potrebbero arrivare dopo le misure approvate? Le ultime notizie, prospettive prossimi mesi e cosa si potrà davvero fare




Dopo l’approvazione delle misure pensioni che entreranno in vigore dal prossimo ano 2016, potrebbero aprirsi nuove prospettive di cambiamento derivanti proprio dalle novità passate. Le ultime notizie confermano il via libera all'anticipo dal 2017 al 2016 della no tax area per i pensionati over 75 fino a 8.000 euro all'anno; la rivalutazione degli assegni pensionistici, seppur minima; la prorogata al 2016 della cancellazione delle penalizzazioni per precoci e usuranti che decidono di uscire prima; e la prorogato di ulteriori tre mesi delle norme che consentono alle donne di lasciare prima il lavoro.

Proprio la cancellazione dei tre mesi dell’aspettativa di vita, che rappresenta la prima vera correzione dell’attuale legge pensioni, potrebbe far pensare a ulteriori cambiamenti concreti, considerando anche che sono stati stanziati circa 2,5 miliardi di euro, una cifra elevata e che, secondo le previsioni, dovrebbe avanzare dopo la risposta positiva alle migliaia di donne che hanno già presentato domanda di uscita. Con le risorse stanziate, potrebbero rientrare in gioco quei metodi in prova che i relatori avrebbero voluto fare approvare subito.

I metodi in prova, come inizialmente proposti, prevedono innanzitutto le due versioni di quota 100, e cioè un sistema di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e uscita con quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100. Si passa poi alla possibilità di estendere anche agli uomini le norme che permettono alle donne di andare in pensione prima, anche questo sistema accompagnato da una mini pensione per rendere meno pesanti le penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di uscire prima, che si aggirano sul 25, 30%.

L’altro metodo prevede l’erogazione dell'assegno universale con la mini pensioni. Tra questi sistemi, sarebbe meglio estendere le norme per le donne anche agli uomini in modo da non rischiare ulteriori procedure di infrazione da parte dell’Europa per un trattamento discriminatorio di genere. Eventuali cambiamenti potrebbero essere possibili anche dopo la nomina dei tre nuovi giudici della Consulta, ognuno d’accordo con misure di cambiamento delle pensioni. Gli ostacoli da affrontare sono essenzialmente di natura economica, considerando che l’economia italiana stenta a decollare,e gli innumerevoli impegni dell'esecutivo in programma per il prossimo anno tra riforme e cambiamenti da portare avanti, anche se la mancanza reale è quella della volontà politica di fare una legge. Il timore è quello che potrebbe scontentare tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il