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Pensioni ultime notizie prospettive e novità terza fase e Consiglio dei Ministri quota 100, mini pensioni, quota 41

Cosa aspettarsi ancora per le pensioni dal CdM di domani 23 dicembre e dal passaggio a Palazzo Madama: novità passate e cambiamenti ancora rimandati




E’ in programma domani, mercoledì23 dicembre, un nuovo Consiglio dei Ministri e alcuni speravano fosse l‘occasione in cui discutere l’eventuale blocco delle speranze di vita che scatteranno dal prossimo anno, cosa orma decisamente impossibile, soprattutto all’indomani della proroga delle norme per l’uscita prima delle donne e la cancellazione dei tre mesi di aspettativa. Se ci fosse stata la volontà politica di agire in maniera concreta si sarebbe pensato di estendere questo meccanismo anche agli uomini in modo da congelare le regole pensionistiche per tutti.

Nel Consiglio dei Ministri dovrebbero esserci solo decreti attuativi per quanto riguarda la riforma della P.A. Madia. Le novità che dovrebbero essere contenute nei decreti riguardano le partecipate, la stretta sugli stipendi dei manager, che dovrebbero essere proporzionali alla qualifica e all’impresa guidata, l’accorpamento del Corpo forestale nell’Arma dei carabinieri, procedimento che dovrà compiersi entro sei mesi; novità per quanto riguarda la burocrazia, dalle riunioni telematiche, al silenzio-assenso, ai tempi ridotti per le procedure amministrative; e nuove norme in tema di digitalizzazione e trasparenza.

Sempre domani poi previsti discussione e voto a Palazzo Madama sulle novità 2016. In realtà, non dovrebbe essere previsto alcun cambiamento rispetto ai provvedimenti già approvati, ma sono stati comunque già apportati almeno un centinaio di modifiche e sono stati effettuati diversi rilievi dai tecnici della Ragioneria di Stato. Ma da quello che si sa nulla è previsto ancora sulle pensioni. E non ci sarà nulla nemmeno per la legge delega.

E questa mancanza crea non pochi timori: approvare una legge delega, infatti, avrebbe significato impegnare l’esecutivo a riprendere le discussioni sulle pensioni in tempi brevi pronti a definire soluzioni certe, anche per riconquistare consensi e fiducia che sarebbero stati importanti soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative 2016. Eppure nulla in tal senso è stato fatto: per dare però un segno tangibile che qualcosa di concreto per le pensioni è cambiato, sono stati approvati cambiamenti solo minimi, vale a dire la staffetta ibrida, ma limitata, la proroga delle norme per l’uscita prima delle donne lavoratrici, ma non oltre il 2015 e soprattutto non estese anche agli uomini, l’anticipo della detassazione per i pensioni stai over 75 al 2016 piuttosto che al 2017 ma fino ad una soglia di appena 8mila euro.

Ciò che manca sono i provvedimenti che avrebbero potuto essere decisamente più importanti e vantaggiosi, dall’assegno universale, all’approvazione di uno dei sistemi di prepensionamento o uno dei metodi in prova, a soluzioni ad hoc, come l’uscita con quota 41, per lavoratori precoci e usuranti, che sono stati i più penalizzati dalle norme pensionistiche in vigore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il