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Euro, Siniscalco a radio: tornare a lira non ha senso

Il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco ha detto oggi che un il ritorno alla lira paventato dalla Lega non avrebbe alcun senso perché l'Italia si ritroverebbe a pagare un tasso di interesse molto alto sul debito



Il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco ha detto oggi che un il ritorno alla lira paventato dalla Lega non avrebbe alcun senso perché l'Italia si ritroverebbe a pagare un tasso di interesse molto alto sul debito.

"Dal punto di vista economico non ha senso", ha detto Siniscalco in un'intervista a radio Repubblica. "Se lo facessimo staremmo molto peggio perché dovremmo pagare un tasso di interesse sul debito altissimo", ha spiegato.

Nei giorni scorsi, il ministro del Welfare Roberto Maroni prima e quello delle Riforme Roberto Calderoli, entrambi leghisti, hanno lanciato l'idea di indire un referendum popolare per tornare alla lira, scatenando un vespaio di polemiche e un coro di "no" in Italia e in Europa.

"Quando non c'era la moneta unica, l'Italia pagava un tasso di interesse sul debito pari ad oltre il 5 per cento. Oggi sarebbe il doppio, in più dovremmo confrontarci con valute molto più forti, mentre la nostra non sarebbe per niente appetibile. Il risultato è che pagheremmo molto di più", ha sottolineato Siniscalco.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha più volte accusato l'euro forte per la difficile situazione economica italiana, non ha bocciato apertamente l'idea leghista del ritorno alla lira. Per conto del premier ha parlato il ministro degli Esteri e vice-presidente del Consiglio Gianfranco Fini, dicendo che il governo italiano, e Berlusconi in particolare, sono contrari ad un ritorno alla lira.

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