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Pensioni ultime notizie prospettive e novità quota 100, mini pensioni, quota 41 strategia politica

Cambiamenti mancanti ma importanti per pensioni, tempi di ripresa delle discussioni e strategia dell’esecutivo: cosa aspettarsi per i prossimi mesi




Per approvare novità pensioni che spazino dall’approvazione di piani di prepensionamento come quota 100 o mini pensione, uno dei metodi in prova proposti in questi ultimi mesi, all’assegno universale, probabilmente bisognerà aspettare ancora un bel po’. Le ultime notizie non riportano infatti segnali positivi, a partire dalla mancanza dell’approvazione di una legge delega che, come diverse volte spiegato, sarebbe stata fondamentale per dare un segnale concreto ai cittadini di impegno da parte dell’esecutivo per cambiare l’attuale legge pensioni che, tra l’altro, tra qualche mese diventerà ancor più rigida visto che i requisiti di uscita da lavoro diventeranno ancor più stringenti, salendo di ulteriori quattro mesi e portando l’età pensionabile da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi.

Secondo le recenti indicazioni, che si rifanno anche ai diversi appoggi di esecutivo prima e magistratura e ministro del Lavoro poi alle misure del piano pensioni presentato dall’Istituto di Previdenza, e le affermazioni di alcuni autorevoli esponenti dell’esecutivo stesso, insieme al presidente dell’Istituto, sembra  si potranno fare cambiamenti ma ci sono diversi dubbi sui tempi di ripresa delle discussioni e approvazioni di soluzioni definitive. I cambiamenti dovrebbero concretarsi essenzialmente proprio su quelle misure proposte dall’Istituto di Previdenza in accordo con l’esecutivo.

Il piano prevede, in particolare, cinque punti: introduzione dell'assegno universale per gli over 55 che si ritrovano senza lavoro e di un valore differente in base alla composizione del nucleo familiare; cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo; armonizzazione dei diversi trattamenti pensionistici e introduzione del prelievo di solidarietà per coloro che percepiscono pensioni dai 3.500 euro in sù e stop ai vitalizi d'oro per i politici; uscita prima a 63 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi e penalizzazioni al massimo fino al 10% e pensione calcolata con metodo retributivo; e possibilità di continuare a versare i contributi anche una volta in pensione.

I dubbi sui tempi di lavoro su questo piano dipendono innanzitutto da fatto che si dovrà lavorare su diversi disegni di legge, circa dieci, già in ballo ma, d’altro canto, si prospettano le nuove elezioni amministrative, il che dovrebbe portare l’esecutivo a rilanciare sulle pensioni, tema tanto caro ai cittadini e che certamente potrebbe servire strategicamente per fare riconquistare fiducia e consensi all’esecutivo. Si potrà pensare, dunque, di fare qualcosa per accontentare tutti dagli eventuali soldi avanzanti dai fondi messi a disposizione per la proroga delle norme di uscita prima delle donne, ben 2,5 miliardi di euro che potrebbero essere rimessi in discussione o per un’ulteriore proroga di tale sistema o per introdurre uno dei metodi in prova.  

Ma potrebbe anche essere possibile che si inizi a lavorare su eventuali cambiamenti e novità già tra gennaio e febbraio con il Milleproroghe, che solitamente contiene miglioramenti delle misure precedentemente approvate, o che tutto venga rimandato alla prossima primavera, periodo in cui dovrebbe arrivare anche una nuova valutazione da parte dell’Europa sull’Italia. I prossimi mesi, poi, potrebbero anche essere quelli in cui avviare l’iter di quel tanto discusso, e rimandato, decreto previdenza anche se sembra difficile che si farà realmente e, anche se dovesse farsi, arriverebbe dopo due anni, visto che l’esecutivo, così come confermato anche dall’agenda dello stesso premier, pensa di farlo nel 2017, visto che i prossimi mesi dovranno essere dedicati al capitolo tasse di imprese e persone fisiche, capitolo che quest’anno è stato toccato solo parzialmente, proprio in vista delle prossime elezioni amministrative.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il