Pensioni ultime notizie quanto prima è necessario risolvere un grande e importante paradosso

Dopo mesi di discussioni, tra le novità pensioni approvate mancano proprio quelle su cui tutti si sono sempre detti d’accordo. Quali sono e quando se ne tornerà a parlare?

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Sono diverse le novità pensioni approvate e che entreranno in vigore nei prossimi mesi, e che prevedono proroga delle norme per l’uscita prima delle donne con cancellazione dei tre mesi di aspettativa di vita, proroga della cancellazione delle penalità per lavoratori precoci e usuranti, anticipo ai prossimi mesi dell’entrata in vigore della no tax area fino a 8mila euro per i pensionati over 75, staffetta ibrida e fondo povertà che dovrebbe, a detta di molti, anticipare l’introduzione dell’assegno universale. Mancano però quei cambiamenti su cui per mesi si sono detti tutti d’accordo, da forze politiche, a forze sociali a Istituto di Previdenza.

Mentre infatti il presidente dell’Istituto ha presentato il suo piano pensioni d’accordo con l’esecutivo, i ministri di Lavoro ed Economia temporeggiano ancora, spiegando che qualcosa di concreto sulle pensioni si farà quando e se ci sarà l’occasione, la Lega, insieme al M5S, continua a rilanciare su quota 100 e quota 41; il M5S continua a spingere anche sull’assegno universale, e potrebbero crearsi convergenze anche con Ncd, Sinistra Italiana e Scelta Civica, che non ha mai particolarmente sostenuto la necessità di cambiare le pensioni al momento.

Queste alleanze inaspettate rappresentano un paradosso, così come paradossale è che nel corso di tutto quest’anno si sia continuato a discutere di sistemi come quota 100, mini pensione, ma anche assegno universale e contributivo, e nulla di tutto questo sia stato approvato. Nulla nemmeno è arrivato per quella legge delega che avrebbe rappresentato il progetto dell’esecutivo di riprendere le discussioni sulle pensioni in breve tempo in modo da definire soluzioni universali. E si tratta di misure che dovrebbero essere riprese quanto prima per riuscire a risolvere ogni situazione e a garantire cambiamenti capaci di soddisfare le richieste di tutti.

Probabilmente le misure su cui si sono sempre detti tutti concordi saranno rimesse in discussione a gennaio, febbraio, con l’inizio dei lavori sul Milleproroghe, o in primavera, alle soglie delle elezioni amministrative, mossa che servirebbe all’esecutivo per riconquistare quei consensi che stanno sempre più calando, e ulteriori spiragli di intervento potrebbero aprirsi grazie alla proroga delle norme per l’uscita prima delle donne e per la cifra stanziata, elevata, e che potrebbe essere ancora utilizzata sia per un’eventuale ulteriore proroga di questo meccanismo, sia per l’approvazione di uno dei metodi in prova.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il