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Partita Iva minimi nuovo regime, ordinaria, forfettaria 2016: novità ufficiali della settimana.Chi rientra, fare domanda, regole

Al via la revisione delle partite Iva. Il solo regime agevolato al quale aderire sarà solo quello forfettario. Ecco le novità più importanti.




Sparisce il regime dei minimi che nel suo processo di inclusione in quello forfettario porta con sé alcune delle sue caratteristiche. Il tetto dei ricavi da non oltrepassare sale di 10.000 o di 15.000 euro in base all'attività svolta, l'imposta è al 15% (5% per 5 anni per le nuove start up) e vengono a cadere i limiti di età per accedere e di durata. Le disposizioni sul regime forfettario prevedono una serie di semplificazioni sia ai fini Iva che ai fini delle imposte dirette per i soggetti che posseggono requisiti previsti dalla norma. Ma ci sono anche alcuni limiti che in parte ricalcano quanto già previsto nei precedenti regimi agevolati soprattutto per quel che riguarda il mancato esercizio della rivalsa sulle operazioni attive e il mancato diritto alla detrazione dell'imposta sugli acquisti.

In buona sostanza, i contribuenti che decideranno di applicare il nuovo regime saranno considerati alla stregua dei consumatori finali restando incisi del tributo eventualmente loro addebitato. Rimane comunque l'obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali e di certificare i corrispettivi. Più nel dettaglio, i contribuenti del regime forfettario sono esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento ovvero la registrazione delle fatture emesse, la registrazione dei corrispettivi, la registrazione degli acquisti, la tenuta e conservazione dei registri e documenti, fatta eccezione per le fatture di acquisto e le bollette doganali di importazione; la dichiarazione annuale Iva.

L'eccedenza detraibile emergente dalla dichiarazione dei contribuenti con Iva ordinaria che passano al regime forfettario può essere chiesta a rimborso o in compensazione. Previsto l'esonero anche dalla comunicazione telematica all'Agenzia delle entrate delle operazioni rilevanti ai fini Iva ovvero il cosiddetto spesometro, così come quella delle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list. Nessun obbligo per le partite Iva a regime forfettario di comunicare le dichiarazioni di intento ricevute.

Ci sono poi altri due aspetti di cui tenere conto. Il primo è la validità anche per le mamme lavoratrici autonome dell'estensione del voucher baby sitter. Il secondo è la fissazione del tetto di 3.000 euro per i pagamenti fra soggetti privati in contanti, quelli relativi ai canoni di locazione di unità abitative e quelli dei corrispettivi per le prestazioni rese in adempimento dei contratti di trasporto di merci su strada.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il