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Rinnovo contratti statali, riforma pubblica amministrazione, nuove regole dipendenti pubblici: novità della settimana

Rallentamenti nella riforma della pubblica amministrazione e non solo in riferimento al rinnovo del contratto degli statali.




Lo sblocco del contratti degli statali nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione continua a non fare registrare passi in avanti. Le intenzioni sono chiare: l'esecutivo ha detto sì al rinnovo, in quanto costretto dalla recente sentenza dell'Alta Corte, ma non intende andare al di là dello stanziamento di 300 milioni di euro che, tradotti in termini pratici, si traducono in circa 10 euro di aumento medio in busta paga. Troppo poco? Forse sì, ma come argomentato dal ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, la bassa inflazione e il bonus di 80 euro non hanno inciso sul potere d'acquisto. Non solo, ma in caso di ripresa dell'economia, si è anche detto disposto a rimettere la questione all'ordine del giorno.

Per quanto riguarda il bonus di 80 euro, per 12 mesi lo riceveranno anche le forze dell'ordine ovvero carabinieri, polizia, militari dell'esercito, personale delle capitanerie di porto e vigili del fuoco. In ballo ci sono 960 euro per un anno, calcolati in base alla durata del rapporto di lavoro, tenendo conto del numero di giorni lavorati nell'anno. Il bonus non dovrebbe concorrere alla formazione del reddito per cui le somme percepite non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi, comprese le relative addizionali regionali e comunali. Il punto di riferimento per capire il funzionamento sono gli 80 euro ora destinati a dipendenti pubblici e privati con reddito annuo lordo fra 8.000 e 24.000 euro e in parte fino a 26.000 euro.

Slitta invece i decreti di riforma della pubblica amministrazione attesi prima di Natale, tra cui quello sulla mancata applicazione del nuovo articolo 18 del Jobs Act agli statali. Per tutti loro resteranno valide le tutele contro i licenziamenti. A detta del ministro "se un licenziamento nel pubblico ha un vizio, la collettività vedrebbe allontanato in modo sbagliato un lavoratore pagandogli un'indennità con soldi pubblici. Quindi il danno sarebbe doppio". Da segnalare che l'Alta Corte ha adesso sentenziato che il blocco totale delle assunzioni per le pubbliche amministrazioni che pagano in ritardo i fornitori è illegittimo. Bocciato dunque l'articolo del cosiddetto decreto Irpef che impedisce l'ingresso di nuovo personale per qualsiasi motivo e con qualsiasi tipo di contratto, da parte delle pubbliche amministrazioni che ritardano nei tempi medi di pagamento.

In merito alle assunzioni, invece, l'esecutivo si è impegnato a nuovi ingressi nel settore della sanità. Il personale aggiuntivo è stimato in circa 6.000 unità e dovrebbe permettere di rispettare le nuove norme europee in materia di orari di lavoro e turni di riposo negli ospedali. Le assunzioni annunciate saranno in prima battuta a termine, poi si dovrebbe proseguire con interventi strutturali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il