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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni cambiamenti e novità più probabili che potrebbero realizzarsi

Quando si tornerà a parlare di pensioni ed eventuali novità ancora da approvare? I primi cambiamenti possibili e tempi




Sale tra qualche giorno ormai, cioè dal prossimo primo gennaio, l’età pensionabile, che passerà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, ed entreranno in vigore le novità approvate, dalla proroga della cancellazione delle penalità per chi decide di andare in pensione prima, alla proroga delle norme per l’uscita prima delle donne, all’anticipo ai prossimi mesi della no tax area fino a 8mila euro per i pensionati over 75, alla rivalutazione, seppur minima, degli assegni pensionistici; alla staffetta ibrida seppur limitata. Le ultime notizie hanno anche confermato l’introduzione del fondo di povertà che, secondo molti, anticipa l’assegno universale.

La domanda ricorrente in questi ultimi giorni dell’anno è se e quando si tornerà a parlare di quei meccanismi di prepensionamento, come quota 100 o mini pensione, su cui si sono sempre detti tutti d’accordo, dai partiti politici alle forze politiche, ma per cui non è mai stato fatto nulla. Stesso discorso per l’assegno universale. E’ possibile che si torni a parlare di pensioni già tra gennaio e febbraio, quando inizieranno le discussioni sulle misure da inserire dal Milleproroghe, ma probabilmente se ne riparlerà in primavera, in vista delle prossime elezioni amministrative.

Le conferme sulla necessità di riprendere le discussioni sulle pensioni e sull’urgenza di cambiamenti arrivano anche dall’annuncio del progetto da parte esecutivo, ma il problema è che non è stata approvata quella legge delega che avrebbe rappresentato un’ulteriore sicurezza di impegno da parte dell’esecutivo di rimettersi a lavoro sulle pensioni in tempi certi in modo da definire, finalmente, soluzioni universali per le pensioni. Il secondo cambiamento concreto potrebbe essere una misura semplice che si potrebbe fare passare anche con una legge ad hoc in un Consiglio dei Ministri senza decreto o anche altre misure che abbiano, per esempio, a che fare con la cancellazione delle ricongiunzioni onerose.

Era stato chiesto di inserire questa misura, insieme alla semplificazione del cumulo, tra i cambiamenti approvati dall’esecutivo. Nulla, però, è arrivato. Il terzo cambiamento potrebbe essere, come anticipato, un annuncio di novità in vista delle prossime elezioni amministrative ma potrebbe trattarsi solo della ripresa dell’annuncio dell’avvio del progetto dell’esecutivo che riprenderebbe le misure pensionistiche contenute nel piano pensioni presentato dall’Istituto di Previdenza. Sono dunque diversi i passi concreti che potrebbe essere compiuti a breve per dimostrare che c’è l’effettiva intenzione di lavorare sulle pensioni cercando, una volta per tutte, di rispondere alle esigenze e alle richieste di tutti, anche se, come facilmente prevedibile, se gli annunci, così come la legge delega, dovessero arrivare tra qualche mese, misure concrete potrebbe essere rimandate al prossimo 2017.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il