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Pensioni novità sollecitate per riforma pensioni da Boldrini con indicazioni primo cambiamenti: novità oggi mercoledì

Importante apertura ancora una volta sulle novità per le pensioni, mentre la riforma Mps procede così come la riforma del secondo figlio in Cina diventa legge




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 11:12 oggi mercoledì 30 dicembre): Il nuovo passaggio della boldrini sulle novità per le pensioni è molto interessante e ben pensato in quanto fatto direttamente in sede europea sia con dirigenti del suo stesso grado, sia con colloqui diretti con importanti esponenti europei come riportano le ultime notizie e ultimissime. Il vero problema è di cercare di portare avanti solo l'assegno universale che sappiamo non sia la vera risposta a tutti i problemi delle pensioni. E la Boldrini ne è consapevole avendo spesso parlato dei problemi delle pensioni e di come sia importante trovare soluzioni.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 19:07 oggi martedì 29 dicembre): Il tema delle pensioni e delle novità sulle pensioni è sempre più importante oggetto di una crescente attesa e nella questione come riportano le ultime notizie e ultimissime entra anche la Presidente Boldrini che rilancia l'assegno universale come strumento non solo per sistemare alcuni problemi legati alle pensioni ma anche per lo stesso rilancio dell'Europa agli occhi cittadini. Lo abbiamo visto sotto.

Non solo piani di prepensionamento come quota 100 e mini pensione ma misure per adeguare l’Italia agli altri Paesi europei come l’assegno universale potrebbero essere le prossime novità pensioni. Svolta in Cina per la politica demografica e via libera alla procreazione del secondo figlio. L'ultimo Rapporto annuale sullo sviluppo umano di quest'anno si concentra sulla natura del lavoro e il nostro Paese risulta 27esimo, prima in classifica la Norvegia.

Pensioni: Non solo piani di prepensionamento come quota 100 e mini pensione ma misure per adeguare l’Italia agli altri Paesi europei: le ultime notizie sulle prossime novità pensioni sembrano concentrarsi principalmente sull’introduzione dell’assegno universale che sembra essere stato anticipato dall’istituzione del nuovo fondo di povertà in vigore dai prossimi mesi per le famiglie meno abbienti e che è stato fortemente rilanciato anche dalla presidente della Camera. Solo qualche giorno fa, infatti, la presidente della Camera ha parlato dell’assegno universale come di un provvedimento ‘per rilanciare il sogno europeo’.  Secondo la presidente, una misura concreta come l’assegno universale per i più indigenti permetterebbe all’Europa di essere considerata un’istituzione attenta ai bisogni delle persone e porterebbe il nostro Paese ad adeguarsi agli altri 26 in cui questa misura già esiste. E per le risorse necessarie per l’istituzione di tale assegno, la presidente della Camera spiega che verrebbero direttamente dal bilancio dell’Unione attraverso l’introduzione di imposte che non colpirebbero i contribuenti ma riguarderebbero specifiche operazioni, come la carbon tax europea. Del resto, anche il ministro dell’Economia, da sempre contrario a qualsiasi cambiamento pensionistico, ha aperto solo all’introduzione dell’assegno universale proprio per adeguarsi al modello europeo, esattamente come il ministro del Lavoro e lo stesso esecutivo. Ma il presidente dell’Istituto di Previdenza, pur avendo inserito l’assegno universale tra le misure del suo piano pensioni, non ritiene che si tratti di una soluzione per le pensioni nell’ottica di un rilancio dell’occupazione giovanile, invitando, dunque, a vedere oltre la semplice caratteristica di prestazione sociale che questo provvedimento avrebbe. Al contrario, invece, soluzioni come quota 100, mini pensione, o uno dei metodi in prova di cui si è tanto discusso in questi ultimissimi mesi potrebbero non solo permettere ai lavoratori più anziani di andare finalmente in pensione senza necessità di attendere il raggiungimento degli attuali requisiti decisamente rigidi, ma anche di rilanciare l’occupazione giovanile e la competitività e, di conseguenza, l’economia in generale, portando anche ad accumulare risparmi nel lungo periodo.

Riforma secondo figlio: Dopo 35 anni cambia la legge in Cina sulla procreazione e sarà consentito fare anche il secondo figlio: l’Assemblea Nazionale del popolo cinese ha dato il via libera alle coppie per avere due figli. La nuova norma entrerà in vigore dal primo gennaio 2016, ponendo fine a oltre tre decenni di una rigida politica demografica. Già nel 2013 c’era stato un allentamento della politica del figlio unico, perché era stato ampliato il numero delle eccezioni alla regola generale, ma il nuovo emendamento segna un ulteriore passo in avanti, insieme alla prima legge contro le violenze domestiche e la prima anti-terrorismo. La politica del figlio unico è stata lanciata nel 1979 per ridurre i problemi della sovrappopolazione in Cina e, secondo gli esperti, è servita ad evitare che la popolazione attuale del Paese arrivasse a 1,7 miliardi (ora supera 1,3 miliardi). Il governo cinese ha sempre sostenuto che la limitazione a un solo figlio, soprattutto nelle aree urbane, ha contribuito allo sviluppo del Paese e all’uscita dalla povertà per 400 milioni di persone negli ultimi tre decenni.

Rapporto Sviluppo Umano: L'ultimo Rapporto annuale sullo sviluppo umano di quest'anno si concentra sulla natura del lavoro, cioè sulle trasformazioni del lavoro per effetto della globalizzazione economica, delle nuove tecnologie e delle innovazioni nell'ambito dell'organizzazione sociale. La prospettiva dei paesi in via di sviluppo, in particolare, si presenta decisamente contrastante. Secondo il Rapporto, la Norvegia è il primo Paese dove si vive meglio, mentre l'Italia è al 27esimo posto, con un'aspettativa di vita molto alta, 83,1 anni. Il reddito pro capite però supera di poco i 30 mila euro. Scorrendo la classifica, seguono la Norvegia: Australia, Svizzera, Danimarca, Olanda, Germania, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Hong Kong, Gran Bretagna, Svezia, Francia, Spagna.

Riforma Mps: Via libera all'accordo tra Gruppo Mps e sindacati aziendali sulla razionalizzazione dei costi imposta dalla Banca centrale europea, che chiedeva un abbattimento delle spese sul personale di circa 200 milioni di euro. L’accordo prevede che per i sindacati il ripristino della contrattazione aziendale, sospesa dal 2012, la riduzione degli impatti economici del piano sui lavoratori, a partire dal taglio dei costi i top manager e le alte figure professionali, per i quali è prevista una diminuzione dello stipendio del 2,5% annuo. Il Coordinamento Fabi del Gruppo Mps ha parlato di ‘un accordo nel segno dell'equità sociale: tutela i dipendenti anche in vista di future ristrutturazioni e respinge l'impostazione iniziale dell'azienda che voleva far pagare solo ai lavoratori l'ulteriore taglio dei costi di circa 200 milioni voluto dalla Bce’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il