BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Partita Iva minimi nuovo regime 2016, forfettaria, ordinaria 2016: cosa conviene scegliere, confronto per capire i pro e contro

Sono numerose le novità che caratterizzano le partite Iva, sia a regime ordinario e sia a regime agevolato ovvero forfettario con i nuovi minimi 2016.




Rispetto all'attuale regime dei minimi, che sparirà dal prossimo anno, con il nuovo regime forfettario non ci sono limiti di età per l'adesione e né limiti di durata. I vantaggi rispetto alle partite Iva a regime ordinario sono il mancato pagamento dell'Iva, il mancato assoggettamento agli studi di settore, l'assenza dell'obbligo di tenere i registri Iva. Gli svantaggi sono la non deducibilità dei costi, il tetto di 20.000 euro all'anno per l'acquisto di beni strumentali, il rispetto della soglia di 5.000 euro per i compensi erogati a lavoratori dipendenti o collaboratori, l'impossibilità di avere lavoratori dipendenti o collaboratori e di effettuare cessioni di beni all'esportazione.

Per favorire l'avvio di nuove attività la tassazione applicata alle nuove startup sarà del 5% per i primi 5 anni, a condizione che il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare; l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni; qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti indicati nel testo della manovra.

Nel caso di passaggio da un periodo d'imposta soggetto al regime forfettario a un periodo di imposta soggetto al regime ordinario, i ricavi, i compensi e le spese sostenute, che hanno già concorso alla formazione del reddito non assumono rilevanza nei periodi d'imposta successivi, anche se di competenza di tali periodi. Allo stesso modo, i componenti di reddito che non hanno concorso alla formazione del reddito di tali periodi d'imposta dovranno assumere rilevanza nei periodi d'imposta successivi nel corso dei quali si verificano i presupposti previsti dal regime forfettario. Le stesse regole si applicano anche per l'ipotesi inversa di passaggio dal regime ordinario di tassazione al regime forfettario.

Si tratta in buona sostanza di tutti quei componenti di reddito per i quali l'utilizzo del criterio di cassa in luogo di quello di competenza porterebbe ad attribuire il componente a periodi di imposta diversi per i quali la determinazione del reddito avviene secondo differenti regimi. Tali componenti se hanno già concorso alla formazione del reddito secondo le regole ordinarie, non devono essere computati nella determinazione del reddito secondo le regole del regime in esame; se, al contrario, hanno concorso alla formazione del reddito secondo le regole del regime in commento, non assumeranno rilevanza nei periodi d'imposta successivi alla fuoriuscita dal regime.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il