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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni novità affermazioni dell'anno Renzi, Morando, Poletti, Boeri, Baretta, Padoan

Si sono susseguite nel corso di quest’anno affermazioni, conferme e smentite su quelle novità pensioni che si attendono ancora: posizioni esponenti dell’esecutivo e presidente Istituto di Previdenza Boeri




Si sono susseguite nel corso di quest’anno affermazioni, conferme e smentite su quelle novità pensioni che, in realtà, si attendono ancora e le ultime notizie in merito sono decisamente ancora confuse tra chi annuncia una ripresa in tempi brevi delle discussioni previdenziali in modo da arrivare a definire soluzioni universali e chi invece, più realisticamente, rimanda ancora ogni novità concreta. Tra questi, da sempre, il  viceministro dell’Economia Morando: contrario a cambiamenti pensionistici, ha più volte chiaramente spiegato che prima di due anni non vi sarà alcun cambiamento concreto per le pensioni. Si tratta delle ultime affermazioni, dopo che comunque qualche mese fa aveva aperto alla possibilità di eventuali cambiamenti pensionistici purchè, però, fossero del tutto autofinanziati e non pesassero in alcun modo sul bilancio dello Stato.

Dello stesso parere il sottosegretario all'Economia Baretta che, sostiene sì da sempre il progetto di Damiano di revisione del sistema previdenziale con il meccanismo delle quote e la possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro a 62 anni e 35 di contributi e con 41 anni di contributi senza limiti di età per i lavoratori precoci, ma che precisa come al momento il tema pensionistico sia stato rimandato per dare priorità ad altri provvedimenti considerati più importanti. Il presidente della Commissione Lavoro Damiano, dal canto suo, continua a rilanciare sulla necessità di cambiare le pensioni, soprattutto in riferimento ai requisiti di uscita da rendere meno rigidi per tutti.

Sua la proposta di uscita con quota 100, sua anche la proposta di uscita con quota 41, vale a dire possibilità di uscita per tutti con 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica, suo anche il perorare la causa dei lavoratori della scuola. Ultimamente poi Damiano si è detto anche concorde sulle misure del progetto pensioni presentato dal presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri e quest’ultimo, per la prima volta, recentemente ha aperto alla possibilità di quota 41. Boeri, deluso da fatto che, nonostante la presentazione del suo piano pensioni fosse stata concordata con l’esecutivo, non sia stato fatto nulla di quanto previsto in maniera concreta, ha ribadito la sua intenzione di riprendere i lavori sulle pensioni a breve, con l’auspicio che innanzitutto l’assegno universale possa ricevere l’ok da parte di tutti.

E non si tratta di un’ipotesi poi così assurda, considerando che è l’unica misura su cui si dicono tutti d’accordo, Europa compresa, e che è già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei, per ci si attende che la nostra Italia si adegui. D’accordo sull’introduzione dell’assegno universale anche il ministro del Lavoro Poletti che, però, rispetto all’impostata data dal presidente Boeri, vale a dire erogarlo agli over 55 che perdono il lavoro e non possono ancora andare in pensione, ne prevede una modifica temporale, cioè limitarlo per un tempo massimo di due anni. Per il resto, si dice favorevole a novità pensionistiche soprattutto collegate al lavoro ma su cui ci si potrà rimettere a lavoro quando ci sarà l’occasione.

Tempo fa sembrava aprire a nuove speranze di cambiamento delle pensioni anche il ministro dell'Economia Padoan, che si diceva deciso a chiedere una maggiore flessibilità all'Europa a causa degli eccezionali accadimenti, come gli attentati terroristici di Parigi dello scorso 13 novembre, eventi tragici che hanno imposto la necessità di investimenti maggiore a sostegno di controllo e sicurezza, spese straordinarie divenute urgenti per sopravvenute condizioni eccezionali. Ma per le pensioni si dice d’accordo solo sull’introduzione dell’assegno universale, restando convinto del fatto che, per il resto, le norme pensionistiche attuali devono rimanere così ancora per un po’.

Silenzio invece da parte del premier Renzi sulla questione pensioni negli ultimi tempi: dopo aver trascorso i primi mesi di quest’anno ad annunciare cambiamenti e novità, dopo aver appoggiato il nuovo piano pensioni dell’Inps e aver ripetutamente dichiarato di voler agire sulle pensioni prima con cambiamenti negativi, come revisione delle pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, baby pensioni, per recuperare quelle risorse economiche necessarie per ulteriori cambiamenti, Renzi sembra aver rimandato tutto. Del resto, nella sua stessa agenda di lavoro, il capitolo pensioni è fissato al 2017 per cui dovremo ancora aspettare per capire cosa ha realmente intenzione di fare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il