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Pensioni novità indicazioni riforma pensioni oggettive basate su rapporti, dati, statistiche, studi recenti: novità lunedì oggi

Questione carceri, nuove regole per padri separati con la creazione di un fondo e novità per le pensioni indicate da studi e analisti




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 9:44 oggi lunedì 4 Gennaio 2016):  Anche un nuovo rapporto uscito oggi sullo stato di salute delle nazioni europee indica che le novità per le pensioni sono fondamentali. In questo studio si mostra come l'Italia sia nonostante la ripresa indicata nelle ultime notizie e ultimissime, la nazione che meno riesce a recuperare punti dopo la crisi sia in termini di quantità che di velocità. E tra i punti fondamentali di questo ritardo c'è la mancanza di produttività e una disoccupazione generale ma soprattutto giovanile ai massimi livelli. E buon aparte di questi blocchi sono dovuti a problemi legati ad una riforma pensioni mancata o sbagliata.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 19:36 oggi domenica 3 Gennaio 2016): Uno dei problemi principali che è da anni che lo si dice e nessuno fa niente nonostante sarebbe una novità per le pensioni fondamentale è la divisione tra pensioni vere e proprie e servizi di assistenza. Sotto abbiamo riportato nell'ultimo paragrafo alcune ultime notizie e ultimissime sui costi dell'assistenza che vengano finanziati in parte anche dalle pensioni ( e dall'altro dalla imposte) con un peso insostenibile sui conti. Se si pensa, poi, che, come indicato da altri studi, gli aiuti non arrivano a chi dovrebbero molto spesso e quando arrivano sono cifre irrisorie si capisce tutta la gravità del problema. E' stato stimato solo ultimamente che circa 200mila famiglie benestanti ricevono per errori del sistema aiuti che non dovrebbero avere. Questi aiuti a pioggia dovrebbero diminuire come era stato detto, ma in realtà anche nelle ultime novità approvate sono stati aumentati.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 16:45 oggi domenica 3 Gennaio 2016):  Da molti è stato detto che le novità per le pensioni non erano necessarie, ma oggi si è capito finalmente, proprio dagli studi e rapporti visti sotto, che è assolutamente necessario cambiare e lo si deve fare sotto numerosi aspetti come riportano le ultime notizie e ultimissime. Nonostante, infatti, con le nuove norme si doveva risparmiare, il costo è, invece, salito in rapporto al prodotto Interno Lordo senza contare i costi indiretti gravissimi dovuti alla disoccupazione giovanile mai così alta. E non solo, le imposte sulle pensioni sono tra le più alte ma non così nei servizi erogati, in primis nel valore. Una spirale assolutamente negativa che richiede un deciso cambiamento a 360 gradi.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 14:22 oggi domenica 3 Gennaio 2016): Tanti, davvero numerosi sono le statistiche, gli studi e i dati che indicano quanto le novità per le pensioni sono importanti e necessarie. Sono indicazioni che riguardano più livelli e che nelle ultime notizie e ultimissime nell'ìultimo periodo si sono succedute sia come rapporti diretti proprio sulle pensioni che come dati indiretti, comunque, collegabili alla situazione delle pensioni italiani e che la condizionano fortamente. Li abbiamo iniziati a vedere nel paragrafo sotto.

Recenti studi e statistiche indicano la necessità di cambiare l’attuale legge pensioni in Italia e di mettere a punto novità sia per rivedere i requisiti di uscita dal lavoro sia per un aumento del valore degli assegni finali. Le ultime notizie su emergenza carceraria e discussione delle misure di indulto e amnistia e novità per padri separati e chi presta servizio civile.

Pensioni: Recenti studi e statistiche indicano la necessità di cambiare l’attuale legge pensioni in Italia: nonostante, infatti, riesca a garantire sostenibilità economica al nostro Paese, si tratta di norme troppo rigide per i lavoratori e che impediscono il rilancio dell’occupazione. Inoltre pesa molto il conto della spesa assistenziale rispetto a quella prettamente pensionistica, cosa che indica la chiara necessità, già espressa dal presidente dell’Istituto di Previdenza, di dividere spesa assistenziale da spesa previdenziale, basti pensare che da un recente Rapporto sugli ammortizzatori sociali della Uil, è emerso che nel 2014 sono stati spesi 23,9 miliardi per ammortizzatori sociali, tra cassa integrazione, Aspi, mini Aspi e disoccupazione, con un saldo negativo di 14,6 miliardi di euro, cifra che invece avrebbe potuto permettere di agire sulle pensioni con l’approvazione, per esempio, dell’assegno universale. Crescono anche le pensioni anticipate, ben 109mila primi 9 mesi del 2015, e, nonostante le penalizzazioni cui i lavoratori sanno di andare incontro decidendo di lasciare prima il lavoro rispetto alla soglia di uscita fissata, sono aumentate le richieste di poter andare in pensione prima del nuovo aumento dell’età pensionabile. Si tratta di un boom che mostra chiaramente come, invece, sia necessario rivedere i requisiti di uscita dal lavoro in modo da renderli meno rigidi. Bisognerebbe, poi, abbassare anche la tassazione sulle pensioni italiane: le pensioni italiane, infatti, risultano le più tassate d'Europa e secondo Carla Cantone, segretario del sindacato europeo dei pensionati, su un assegno da 1.500 euro nel nostro Paese si pagano 600 euro di tasse, in Germania 60. A Parigi, Berlino, Londra e Madrid sono esentati dalle imposte tutti quelli che ricevono meno di 9mila euro l'anno, in Italia il tetto è a 7.750. I cambiamenti per le pensioni potrebbero essere sostenuti da un rialzo del Pil italiano, che nel 2016 è dato in crescita, e dalla necessità di rivedere i conti dell’Istituto di Previdenza, a rischio. Secondo il rapporto annuale dell'Istituto, che si riferisce al 2014, l’anno si è chiuso con un risultato economico negativo per 12,7 miliardi di euro e un disavanzo finanziario di competenza di 7,8 miliardi di euro e sottolinea che oltre 6,6 milioni di pensionati in Italia (42,5% del totale) percepiscono assegni inferiori a 1.000 euro mensili.

Riforma padri separati: Al via da questo mese di gennaio il fondo di Stato di aiuto ai figli che si ritrovano a vivere in famiglie in forti difficoltà economiche. Cresce, infatti, l'esercito dei padri separati che a causa di scarse disponibilità economiche non riesce a pagare gli alimenti ai propri figli ma anche quello dei padri che decide liberamente di non pagare più, quasi dimenticandosi di avere una famiglia e lasciando ex moglie e figli in gravi condizioni. D'ora in poi, grazie al Fondo di solidarietà per il coniuge in stato di bisogno, sarà lo Stato a versare i soldi dell'assegno di mantenimento a famiglie in difficoltà, rivalendosi poi sui padri inadempienti. Il fondatore dell'Ami e grande sostenitore del Fondo varato dal Governo Gassani, in riferimento all’istituzione di questo nuovo fondo, ha spiegato che “Sono anni che lo chiedevamo, anni in cui abbiamo visto la tragedia di famiglie ridotte sul lastrico dopo una separazione, e quasi sempre a pagarne il prezzo più alto sono le donne e i bambini. Nella maggioranza dei casi infatti a non pagare l'assegno di mantenimento sono i padri, in parte perché non possono, in parte perché ne approfittano. Ma il dato sociale è durissimo. Si può fare addirittura un calcolo matematico: in una coppia con due figli, un mutuo e due redditi da 1500 euro, dopo la separazione uno dei due coniugi diventerà povero”. Gassani però precisa: “Il Fondo servirà in situazioni come queste, ma ci vuole una stretta vigilanza: temo infatti che i padri inadempienti possano approfittarne per abdicare ancora di più dalla proprie responsabilità”.

Indulto e amnistia: Il problema del sovraffollamento carcerario persiste e la discussione dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia è ferma ormai da tempo, destinata ad essere ripresa, si spera, in breve tempo, quanto meno per arrivare alla definizione, sia in caso di approvazione sia no, di misure che riescano finalmente ad arginare un’emergenza che sta diventando sempre più insostenibile, contrariamente a quanto continua a dichiarare il ministro della Giustizia Orlando, secondo cui invece si tratta di un problema quasi risolto. Servirà, pertanto, riuscire a rimettersi intorno ad un tavolo per delineare quali misure alternative, in caso di ufficiale bocciatura delle misure di clemenza, possano essere attuate.

Riforma servizio civile: Con l’arrivo di questo nuovo anno, via libera anche a novità per chi decide di prestare servizio civile in Italia. dai nuovi bandi per il 2016, all'impegno per contribuire al sostegno dell'Anno giubilare, ai Corpi civili di pace e la cooperazione internazionale. Claudio De Vincenti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha spiegato che il Servizio civile nazionale offrirà a migliaia di giovani la possibilità di contribuire alla difesa dei valori fondativi della Patria, con l’impegno in esperienze di cittadinanza attiva di solidarietà e di inclusione sociale, con un incremento della dotazione del Fondo Nazionale per il SC pari a 100 milioni di euro. Grazie a queste risorse nel 2016 potranno essere impiegati complessivamente 38mila giovani volontari che, secondo i numeri forniti, sono diventati quasi 50 mila.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il