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Pensioni ultime notizie una novità certa sicura che si farà c'è già quota 100, quota 41, mini pensioni

Quali possibili ulteriori cambiamenti per le pensioni potrebbero arrivare dopo ultima novità dall’Europa? I risvolti positivi e negativi nuova procedura di infrazione




Nell’attesa di capire se e quando l’esecutivo riprenderà la discussione sulle pensioni per arrivare alla definizione di soluzioni  e novità universali, nuove indicazioni arrivano non soltanto dalle ultime dichiarazioni di alcuni autorevoli esponenti dell’esecutivo stesso, alcuni dei quali indicazioni ulteriori cambiamenti pensionistici concreti nel 2017, ma anche dall’Europa. Da sempre si dice contraria a cambiamenti della legge pensionistica italiana, nonostante le proposte finora avanzate, vale a dire sistemi di prepensionamento come quota 100 e mini pensioni, ma anche il contributivo, avrebbero potuto portare decisi vantaggi non soltanto in termini di rilancio dell’occupazione giovanile ma anche in termini di risparmi, sul lungo periodo.

L’unica apertura dell’Europa è sempre stata solo nei confronti dell’assegno universale, considerando che si tratta di una prestazione sociale che, come già ribadito più volte, esiste già in altri Paesi europei, il che significa approvarlo anche in Italia per un adeguamento al modello europeo. Nuove prospettive di cambiamenti pensioni potrebbero arrivare da un’ulteriore mossa dell’Europa: qualche settimana fa, ha infatti aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per una disparità di trattamento di genere esistente, vale a dire le norme che permettono alle donne di andare in pensione prima rispetto agli uomini.

L'Europa ha chiesto all'Italia perchè le donne hanno tale possibilità e l'Italia ha risposto giustificando l'esistenza di penalizzazioni per chi decide di uscire prima, ma L'Europa ha ritenuto poco soddisfacenti queste motivazioni per cui ora si corre il rischio di sanzioni. Per evitarle le strade potrebbero essere: o quella della cancellazione totale di queste norme privilegiate per le donne per i prossimi anni; o estenderle anche agli uomini; o comunque inserire accanto ad esse nuovi sistemi di uscita prima per tutti, come quota 100 o mini pensioni, per evitare discriminazioni.

Si tratta di una procedura che potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio per il nostro Paese: positiva, cioè, se le norme di uscita prima per le donne venissero o estese anche agli uomini o accompagnate da altri meccanismi di prepensionamento per tutti; negativa, se invece tali norme per le donne venissero abolite senza alcuna misura alternativa per permettere l’uscita prima a tutti portando un peggioramento per tutti piuttosto che un miglioramento. E questo contribuirebbe a mantenere ancora piuttosto rigido il nostro sistema pensionistico, già considerato il più rigido d’Europa,come emerso da  un dossier del Servizio Studi della Camera dei deputati.

Ed è facile immaginare il perché: se, infatti, nel 2050 in Italia si andrà in pensione quasi a 70 anni, precisamente a 69 anni e 9 mesi di età, in Germania, con il nuovo sistema pensionistico a regime, si andrà in pensione a 67 anni e chi ha maturato almeno 45 anni di contributi obbligatori l’età scende a 65 anni; in Spagna e Islanda i lavoratori con meno di 38 anni e 6 mesi di contributi possono andare in pensione a 67 anni, e superata la soglia detta di contribuzione si può uscire a 65 anni, ma dal 2027 ci vorranno 67 anni per tutti, mentre in Irlanda si andrà in pensione a 66 anni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il