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Pensioni ultime notizie tutti i cambiamenti e le novità necessarie con e oltre quota 100, quota 101, quota 41, mini pensioni

Sono ancora necessari cambiamenti pensioni sia per rilanciare occupazione giovanile sia per sostenere gli attuali pensioni: novità e situazione attuale




La discussione sulle pensioni potrebbe riprendere già a gennaio o febbraio prossimi o in primavera, in vista delle prossime elezioni amministrative che potrebbero rappresentare un’ottima occasione per l’esecutivo per riconquistare consensi e fiducia decisamente calati in questi ultimissimi mesi. Le ultime notizie su andamento dell’occupazione in Italia e disoccupazione giovanile, conti del’Istituto di Previdenza, spese assistenziali e valore degli assegno pensionistici confermano ancora la necessità di cambiare l’attuale legge pensioni e di rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano. Mancano ancora riferimenti a piani come quota 100, mini pensione, contributivo, quota 41 ma anche assegno universale o uno dei metodi in prova e la speranza è che presto unno di questi sistemi venga approvato, considerando i vantaggi che porterebbe, sia in termini lavorato rivi, rilanciando l’occupazione giovanile, sia in termini di risparmi, sul lungo periodo.

Nuove prospettive di miglioramento potrebbero derivare dalla proroga delle norme per l’uscita anticipata per le donne: secondo le stime, la somma stanziata di 2,5 miliardi di euro sarebbe elevata e potrebbero avanzare da destinare o ad un’ulteriore proroga del meccanismo stesso o per l’approvazione di uno dei metodi in prova, tra una delle due versioni di quota 100, assegno universale o estensione delle norme di uscita per le donne anche agli uomini, in modo da evitare discriminazioni di genere, ognuno accompagnato dalla mini pensione che servirebbe per alleggerire le penalità imposta da ogni sistema a carico del lavoratore.

Ma a causa delle norme che permettono alle donne di andare in pensione prima, qualche settimana fa, l’Europa ha aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese: il motivo, la disparità di trattamento di genere, che permette alle donne di andare in pensione un anno prima rispetto agli uomini. Le giustificazioni fornite dall’Italia non sono state sufficienti e per evitare eventuali sanzioni il nostro Paese dovrebbe ora o abolire totalmente queste norme privilegiate per le donne; o estenderle anche agli uomini; o inserire accanto ad esse nuovi sistemi di uscita prima per tutti, come quota 100 o mini pensioni, per evitare discriminazioni.

Questa procedura dell’Europa porterà certamente, dunque, ad un primo ulteriore cambiamento per le pensioni. E’, però, necessario lavorare anche per rimettere in equilibrio il sistema pensionistico italiano, garantendo un’equa distribuzione delle risorse tra tutti, cercando di colmare quel gap per cui circa 6 milioni di italiani percepiscono pensioni da mille euro e alcuni superano anche i 15mila euro. Al tempo stesso, tra i cambiamenti sempre più necessari quei meccanismi che permetterebbero di andare in pensione prima, da quota 100, a mini pensione, contributivo o uno dei metodi in prova, liberando nuovi posti di lavoro per i più giovani e rilanciando, al tempo stesso, competitività ed economia in generale.

Anche il presidente dell’Istituto di Previdenza ha rilanciato sulla necessità di ridare equità al sistema previdenziale italiano, di anticipare la possibilità di uscita dal lavoro e ha aperto al piano di quota 41. Non si tratta, però, di novità: la sua posizione favorevole al cambiamento delle pensioni attuale era stata chiaramente espressa dal piano pensioni presentato la scorsa estate, rivisto qualche settimana fa e ufficializzato in accordo con l’esecutivo, un chiaro segno di come sia ancora urgente agire concretamente sulle pensioni con ulteriori cambiamenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il