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Pensioni ultime notizie tutti in motivi perchè vi saranno novità tra quota 100, mini pensioni, quota 41

Continuano ad essere chiare necessità e urgenze di cambiare le pensioni e probabilmente qualcosa si farà ma sono ancora diversi gli ostacoli da superare




Crescono le speranze di riprendere in tempi brevi la discussione sulla questione pensioni in modo da definire novità e soluzioni universali in breve tempo e a sostenere la necessità di cambiamenti sembrano esserci i recenti numeri e le ultime notizie, a partire dalla nuova procedura di infrazione che l’Europa ha avviato nei confronti del nostro Paese. Si sa, da sempre, che l’Europa è sempre stata contraria a cambiamenti pensionistici, aprendo solo all’assegno universale, prestazione sociale esistente già in altri Paesi europei, e qualche settimana fa ha aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per una disparità di trattamento di genere, vale a dire per le norme che permettono alle donne di andare in pensione un anno prima rispetto agli uomini.

Nonostante le giustificazioni dell’Italia per l'esistenza di penalizzazioni per chi decide di uscire prima, l'Europa ha ritenuto poco soddisfacenti queste motivazioni e per evitare sanzioni le strade potrebbero essere: o quella della cancellazione totale di queste norme privilegiate per le donne; o estenderle anche agli uomini; o comunque inserire accanto ad esse nuovi sistemi di uscita prima per tutti, come quota 100 o mini pensioni, per evitare discriminazioni. Questa procedura potrebbe essere dunque il primo passo verso la strada di ulteriori cambiamenti concreti, pena il pagamento di salate sanzioni.

Ma non solo: ad imporre la necessità di agire con novità sulle pensioni anche l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative. Rilanciare sulle pensioni, tema tanto caro ai cittadini, potrebbe permettere all’esecutivo di recuperare consensi e fiducia persi nel corso di questi ultimi mesi. I recenti sondaggi hanno infatti indicato un graduale calo di consensi nei confronti dell’esecutivo, calo che se non recuperato potrebbe portare alla sua diretta caduta.

E a questa situazione si accompagnano i recenti dati sui conti in rosso dell’Istituto di Previdenza, derivanti anche da un’elevata spesa assistenziale; sul valore, decisamente troppo basso, degli assegni pensionistici mensili, visto che la maggior parte dei pensionati italiani, infatti, vive con meno di mille euro al mese e circa due milioni si fermano a 500 euro, cifra che, come chiaramente si sa, non permette certo di condurre una vita dignitosa; e sulla disoccupazione giovanile ancora alta, nonostante l’aumento dei contratti a tempo indeterminato, e che potrebbe calare se venissero approvati quei sistemi di prepensionamento in discussione durante quest’anno.

Approvare infatti piani come quota 100, mini pensione, contributivo o uno dei metodi in prova in discussione in questi ultimissimi mesi permetterebbe ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima liberando, al tempo stesso, nuovi posti di lavoro per occupare nuovi giovani in cerca di lavoro. Conclamate le necessità di cambiamenti, restano comunque da superare diversi ostacoli per riuscire a mettere in atto novità a 360 gradi, dalla mancanza di risorse economiche necessarie, alla contrarietà dell’Europa alla stessa totale mancanza di volontà da parte dell’esecutivo di agire in maniera concreta sulle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il