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Partita Iva 2016 minimi, ordinaria, forfettaria: detrazioni, agevolazioni, assegno disoccupazione e aiuti per ciascuna 2016

Sono scattate le nuove regole per chi intende aprire una partita Iva a condizioni agevolate ovvero con il regime forfettario.




Questo è un anno di cambiamento per le partite Iva. Dal primo gennaio 2016 è infatti in vigore il nuovo regime agevolato forfettario per imprese e professionisti che non superano ricavi o compensi stabiliti tra i 25.000 e i 50.000 euro a seconda della categoria economica. Si tratta comunque di un innalzamento della soglia rispetto a quanto previsto lo scorso anno e anche in confronto al vecchio regime dei minimi, ora confluito in questo nuovo forfettario. Il reddito è calcolato con percentuale di redditività e l'imposta sostitutiva può essere del 5% o 15% a seconda che si tratti di una nuova attività o della prosecuzione di quella già svolta.

Il regime di vantaggio è un regime agevolato per imprese e professionisti che non superano 30.000 euro annui di ricavi o compensi incassati. Il reddito è determinato in forma analitica e si applica l'imposta sostitutiva del 5%. Non può essere più applicato per chi inizia l'attività dal 2016. Per entrambi i regimi è prevista la non applicazione dell'Iva, oltre alla esenzione dalla tenuta della contabilità, mentre le operazioni attive devono essere certificate con normali strumenti cioè fatture, ricevute fiscali o scontrini. I soggetti forfettari imprese possono fruire di un abbattimento del 35% nella contribuzione obbligatoria (artigiani o commercianti) mentre chi applica il regime di vantaggio versa i contributi con le regole ordinarie.

Si accennava alle nuove soglie da non superare e al calcolo del reddito con percentuale di redditività, ebbene per i professionisti ricavi a 30.000 euro e coefficiente al 78%, per artigiani e imprese non alimentari ricavi a 30.000 e coefficiente al 67%; per commercianti di ingrosso e dettaglio ricavi a 50.000 euro e coefficiente al 40%; per ambulanti di alimentari e bevande ricavi a 40.000 euro e coefficiente al 40%; per ambulante di altri prodotti ricavi a 30.000 euro e coefficiente al 54%; per alberghi e ristoranti ricavi a 50.000 euro e coefficiente al 40%.

Allo studio dell'esecutivo c'è anche il disegno di legge sul lavoro autonomo che dovrebbe essere presentato entro questo mese in parlamento. Il provvedimento punta ad ampliare le coperture su maternità, pagamenti in ritardo e spese di formazione per una platea di oltre due milioni di persone tra iscritti e non iscritti agli albi professionali. Ammonta a 10 milioni di euro lo stanziamento previsto con la manovra, che diventerà pari a 50 milioni di euro l'anno dal 2017. Nel Jobs Act degli autonomi viene precisato che la collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente la propria attività lavorativa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il