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Pensioni ultime notizie nuove dichiarazioni tra conferme e smentite progetto quota 100, mini pensioni, assegno universale

Difficile prevedere novità sulle pensioni stando alle ultime notizie che riferiscono di prese di posizione piuttosto contrastanti.




C'è da credere all'introduzione di novità sulle pensioni? Le ultime notizie riferiscono di una situazione piuttosto confusionaria per cui non è semplice capire quale direzione sarà realmente intrapresa. Se c'è però una misura che potrebbe realmente trovare spazio è quella dell'assegno universale. La ragione è molto semplice: il consenso di Bruxelles. Si tratta infatti di uno strumento di sostegno al reddito già applicato in tutti i grandi Paesi dell'Unione europea e che è stato ora rilanciato dal presidente della Camera: "Credo che l'adozione di una misura concreta, come lo sarebbe il reddito di dignità europeo per i più indigenti, possa cambiare la percezione dell'Europa che verrebbe considerata finalmente un'istituzione attenta ai bisogni delle persone".

Peccato solo che il premier è ancora molto cauto sul tema della pensioni. Sa bene che si tratta di una questione delicata, i cui equilibri economici e sociali sono molto delicati ed ecco allora che non prospetta alcuna novità all'orizzonte. Eppure il tema delle pensioni è strettamente legato a quello del lavoro, soprattutto in un'ottica di ricambio generazione. La drammaticità della situazione è stata sottolineata dal capo dello Stato nel tradizionale discorso di fine anno: i nostri sono "giovani che si sono preparati, hanno studiato, posseggono talenti e capacità e vorrebbero contribuire alla crescita del nostro Paese. Ma non possono programmare il proprio futuro con la serenità necessaria".

Ogni ipotesi di modifica delle pensioni si scontra inesorabilmente con l'assenza di concrete coperture economiche ovvero con la decisione politica di privilegiare altre emergenze. In buona sostanza, se il Paese non torna a crescere ai livelli precedenti la crisi, non ci sarà alcun vero cambiamento. La posizione è quella del viceministro dell'Economia: "Molto dipenderà dalle condizioni generali dell'economia ma anche dalle valutazioni sugli effetti che l'andamento dell'economia avrà sulla finanza pubblica. La valutazione dovrà essere fatta considerando tutti gli elementi". Insomma, dal punto di vista governativo, c'è ben poco da sperare sulle pensioni.

E lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali non riesce ad andare al di là dei soli annunci di circostanza ovvero al possibile potenziamento della norma che riguarda i lavoratori del settore privato cui mancano tre anni al pensionamento di vecchiaia. All'azienda e al lavoratore è offerta un'opportunità: una riduzione del 50% del tempo di lavoro. Il lavoratore avrà orario dimezzato, salario al 65% del precedente, e dopo tre anni una pensione pari al 100% grazie ai contributi figurativi pagati dallo Stato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il