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Partita iva minimi nuovo regime 2016, ordinaria e forfettaria 2016: regole ufficiali, come funziona. Cosa cambia e per chi

Il 2016 porterà grandi cambiamenti anche per le partite Iva., Ecco in particolare cosa verrà introdotto nell'ambito dei regimi minimi e tanto altro ancora.




Iniziamo con il nuovo regime forfettario che sarà introdotto con l'inizio dell'anno nuovo e vediamo che è previsto un'introduzione dell'aliquota fiscale del 15 per cento, e la novità principali è quella che per avere accesso a tale regime non servirà avere una determinata età ma potrà essere richiesta da tutti coloro che vorranno aprire una start-up. Viene modificato anche il parametro della soglia dei ricavi, che varia la variare del tipo di attività che si svolge. In particolare chi svolge commercio all'ingrosso ha una soglia di ricavi di 50 mila euro, stessa soglia prevista per chi si occupa di attività come alberghi e ristoranti, mentre chi si occupa di attività professionali ha una soglia di ricavi di 30 mila euro. Per calcolare l'imponibile da versare il coefficiente che va messo a rapporto con i ricavi che si ottengono variano sempre in base al tipo di attività che si svolge. In particolare per chi gestisce attività di fornitura e vendita di bevande e di alimentari ha un coefficiente del 40 per cento, mentre chi si occupa di costruzioni avrà un coefficiente molto più elevato, ossia l'86 per cento.

Bisogna rispettare anche determinate condizioni per accedere al regime considerato, in particolare l'attività deve essere nuova, o comunque bisogna avere il requisito di non aver mai eseguito attività imprenditoriale o similare negli ultimi tre anni. Per il regime forfettario inoltre vengono stabiliti anche dei limiti, in particolare bisogna rispettare il limite di spesa di 20 mila euro per ciò che concerne beni strumentali, mentre per le paghe dei lavoratori dipendenti la soglia da rispettare arriva a 5 mila euro. Naturalmente vengono date anche delle tutele ai possessori di partita Iva, in particolare se vi è un problema di salute tale da evitare lo svolgimento dell'attività per almeno 60 giorni il soggetto non è più obbligato a versare gli oneri previdenziali per il periodo di malattia, un provvedimento importante visto che per i possessori di partita Iva, purtroppo in passato, sono mancate tante tutele.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il