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Mutui tasso variabile e fisso 2016: i consigli su quale scegliere

Meglio il tasso fisso oppure il tasso variabile nel 2016? La scelta dipende dalla durata del mutuo e dalle offerte presenti sul mercato creditizio.




La situazione economica italiana ed in particolare del mercato immobiliare, sembra essere effettivamente in ripresa. Un dato inconfutabile che trova conferma nel netto aumento di mutui che sono stati stipulati in Italia negli ultimi mesi. Questo significa che un numero sempre maggiore di italiani si presenta in Banca oppure in un qualsiasi Istituto di Credito, per richiedere un mutuo allo scopo di acquistare la propria casa dei sogni. Ma che tipologia di mutuo richiedere? Meglio il tasso variabile oppure quello fisso? Un interrogativo non semplice a cui dare risposta soprattutto se si considera quanto accaduto negli ultimi anni. Vediamo alcuni consigli pratici per scegliere al meglio.

È opportuno rimarcare come non vi sia una risposta univoca al nostro interrogativo. Infatti, molto dipende dalle offerte di mutui a tasso fisso che le banche e gli istituti di credito propongono ai propri clienti. Questo significa che occorre esaminare con attenzione i costi effettivi a cui si va incontro con il tasso fisso e quindi valutare se sia conveniente o meno. A tal proposito è fondamentale calcolare con precisione il cosiddetto Taeg (Tasso Annuale Effettivo Globale) ed ossia l’effettivo tasso d’interesse che si sta pagando. Il Taeg tiene in conto, infatti, oltre che il tasso nominale (Tan) anche le cosiddette spese accessorie che spesso riservano sorprese poco gradite agli ignari consumatori.

Nel corso del 2015 i consumatori hanno preferito di gran lunga ancora il tasso variabile (circa il 70% dei mutui sottoscritti sono stati a tasso variabile) che senza dubbio offre delle rate molto più basse in ragione di indici Euribor e Euris ai minimi storici. Tuttavia questa tendenza ha indotto le banche a proporre mutui a tasso fisso piuttosto convenienti che fino a qualche anno fa erano delle proprie e vere chimere. Il consiglio pratico è quello di optare per il tasso fisso nel caso in cui esso non superi il 3,0% (inteso come Taeg) mentre potrebbe essere buona cosa accedere ad un mutuo con tasso variabile nel caso in cui in commercio non vi siano prodotti a tasso fisso inferiori a tale soglia e soprattutto se si ha intenzione di stipularne uno con periodo di ammortamento intorno ai dieci anni di durata. Questo, perché non ci sono segnali di possibili peggioramenti degli indici con cui viene calcolato il tasso variabile.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il